2 Dicembre – La leggenda degli angeli di neve

La neve ci fa tornare tutti un po’ bambini ed il divertimento è assicurato.

Uno dei giochi che da bimba più mi piaceva fare, quando la neve cadeva abbondante, erano gli angeli di neve. Fra risa, schiamazzi e richiami degli adulti, tutti i bimbi del quartiere si rotolavano nel soffice manto e creavano tanti angeli di neve.

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A questo gioco è legata una leggenda che ho imparato da Emanuela.

C’era una volta un angelo che volava alto nel cielo. Amava volteggiare fra le nuvole e tuffarsi su esse come fossero un morbido mare di panna montata. Un giorno l’angelo, facendo capolino da uno scorcio creato da un soffio di vento, sotto di lui scorse un’altra soffice nuvola bianca che sembrava morbida proprio come le sue nuvole.

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Incuriosito si recò da San Pietro e gli chiese cosa potesse esserci di tanto bello sulla terra da essere paragonabile al suo Regno. San Pietro gli disse che quello che aveva visto era la neve. L’angelo chiese il permesso di poter scendere sulla Terra per vedere se era morbida. San Pietro disse che poteva scendere, ma che doveva far attenzione, perché non avrebbe potuto usare le ali.

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L’angelo aspettò che scendesse la notte, chiuse gli occhi e si buttò giù in picchiata. Atterrò sulla schiena, ma non sentì nulla: la neve era morbida come le nuvole. Aprì gli occhi, l’aria era fredda, un brivido gli percorse il corpo, ma era bellissimo! Stette qualche minuto così, poi provò ad alzarsi, ma non ci riuscì…il suo corpo non si muoveva.

Provò allora a muovere le ali…si muovevano, ma non si staccavano da terra. Sbattevano su e giù lasciando sulla neve le loro impronte, ma non volevano sollevarsi. L’angelo continuò a muovere le ali senza stancarsi mai, perché comunque era una sensazione bellissima! La luna dopo qualche ora si ritirò e fece capolino il sole.

Il sole chiese all’angelo cosa facesse per terra. Lui, che aveva un po’ di vergogna a farsi vedere così, rispose che non era un angelo del cielo, ma bensì un angelo della neve. Il sole disse che non  sapeva  dell’esistenza di questo tipo di angeli. L’angelo rispose che ce n’erano pochi. Il sole chiese all’angelo cosa avrebbe fatto quando la neve si sarebbe sciolta. Era davvero una bella domanda!

L’angelo allora fece un patto con il sole. Il sole l’avrebbe aiutato e in cambio lui sarebbe diventato il suo personale angelo della neve. Il sole allungò il suo raggio. L’angelo quando sentì il calore ebbe un po’ paura, tuttavia non avendo altra scelta, lasciò che la sua ala fosse catturata dal sole.

In un attimo il corpo infreddolito riacquistò calore e man mano che saliva diveniva sempre più caldo, sempre di più, finché le delicate piume cominciarono a bruciare e in un attimo l’angelo prese fuoco. Il sole restò lì impietrito: non pensava che l’angelo potesse essere così delicato! Arrivò la sera e il sole era sempre più abbattuto per ciò che era accaduto.

Incrociò per un attimo la luna che, colpita dal suo sguardo triste, gli chiese che cosa fosse accaduto. Il sole le raccontò tutto. La luna per consolarlo, gli disse che il cielo era pieno di angeli, ma il sole rispose che quello era il SUO ANGELO DELLA NEVE ed era UNICO!

Dopo queste parole lasciò il cielo alla luna e sparì. La luna lo guardò allontanarsi e forse non capì mai quello che aveva provato il sole, perché lei non aveva mai visto un angelo della neve e…chissà…forse nessuno ne avrebbe mai più visto un altro.

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