8 Dicembre – L’albero di Natale

Le mie origini milanesi suggeriscono che l’albero di Natale si allestisce durante il ponte dell’Immacolata ed eccomi qui a raccontarvi tre leggende ad esso dedicate, proprio nel giorno durante il quale si festeggia il dogma cattolico che sancisce l’immunità dal peccato originale di Maria Vergine.

La leggenda del piccolo abete

Lontano dalla città cresceva in un bosco un piccolo abete. Lui aveva visto tante volte, verso Dicembre, i tagliaboschi che erano alla ricerca di alberi da vendere in città per il Natale, ed aveva invidiato tanto i suoi fratelli che si riempivano di gloria.Ora era cresciuto e poteva capitare anche a lui.

Il bosco era ormai quasi spoglio, ed il piccolo abete era certo che gli uomini avrebbero portato via anche lui.

Un altro abete più grande lo prendeva in giro: “Ma chi ti sceglierà, piccolo e storto come sei? Sicuramente prenderanno me, farò un figurone nel salone di una bella casa
e sarò circondato da moltissime luci.”

Il piccolo abete ammutoliva, sapeva che l’altro aveva ragione e così accadde.

Era la notte di Natale: sotto il freddo della neve piangeva sul suo triste destino. Ma la notte di Natale è magica ed anche lui rimase sorpreso: le lacrime versate si trasformarono in ghiaccio lucente, la neve e la brina diedero vita a bellissimi merletti,
ed un gruppo di lucciole coraggiose, non curanti del gelo, si posò sui suoi rami. Una piccola stella scese dal cielo e si posò sulla cima: il piccolo abete divenne il più bell’albero di Natale che si fosse mai visto.

Tutti, appena fu visto, corsero a guardare quello splendido spettacolo, e gli amici passerotti si fermarono tra i rami per intonare un canto. L’abete vide, così, cambiare il suo destino. Poi passato il Natale, gli altri alberi andarono tra i rifiuti della nettezza urbana mentre lui continuò a crescere più rigoglioso che mai.

giphy1

La leggenda di Albert e dell’abete

Era la vigilia di Natale, come voleva la tradizione, tutte le famiglie quella notte avrebbero bruciato un ceppo di quercia nel camino. A casa di Albert, però, quel ceppo mancava. Il ragazzino allora uscì e si addentrò nei boschi per cercarlo. Era già tardi, e presto fu buio; Albert, sempre più spaventato, continuava a vagare tra gli alberi senza riuscire a trovare la strada per tornare a casa. Come se non bastasse, cominciò a cadere una fitta nevicata. Il ragazzo si sentì assalire dall’angoscia: sarebbe mai riuscito a uscire dal bosco?

Alla fine, stremato, vide un albero ancora verde che spiccava tra gli altri e decise di rifugiarsi sotto i suoi rami. Si sedette vicino al tronco, si raggomitolò più che poté e infine, sfinito dalla stanchezza, si addormentò. L’albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo, in modo da formare una specie di capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.

Quando, la mattina dopo, si svegliò, Albert sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che, preoccupato dalla sua assenza, si erano messi alla sua ricerca. Uscito dal suo ricovero, ancora stordito e impaurito per la brutta avventura, poté finalmente  riabbracciare la sua famiglia e i suoi compaesani. Solo allora, passato il pericolo, tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte si era posata sui rami dell’abete che la pianta aveva piegato fino a terra, formando dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.

L’abete divenne così il simbolo del Natale. Da allora, nel periodo natalizio in ogni casa c’è un abete addobbato e illuminato, in ricordo del meraviglioso spettacolo che gli abitanti di quel piccolo villaggio avevano visto quando Albert era uscito dal suo rifugio di fortuna. E, da allora, gli abeti hanno i rami rivolti verso il suolo.

le-gif-animate-di-natale-piu-belle-le-trovi-qui

La leggenda della tradizione dell’albero di Natale

Una storia narra che, tanto tempo fa, la notte della Vigilia, in un bosco innevato, Babbo Natale (San Nicola), si incontrò con Gesù Bambino con il quale si consigliava sempre sulla distribuzione dei doni. Gesù Bambino si accorse subito che l’umore di San Nicola non era lo stesso degli altri anni, e gli domandò: “Cos’è che ti rattrista, amico mio ?” Babbo Natale gli rispose che negli ultimi anni aveva notato una tale mancanza di entusiasmo per il Natale, negli adulti, ma anche nei bambini, da fargli passare la passione per il suo lavoro.

Il Bambin Gesù approvò con la testa ed assunse un’espressione pensierosa poi disse: “Hai ragione, l’avevo notato anch’io, bisogna trovare qualcosa di nuovo e suggestivo per risvegliare la vera gioia natalizia”.

Pensierosi s’incamminarono insieme attraverso il bosco bianco. Nella foresta era tutto silenzioso, la luna splendeva chiara e luminosa, tutte le stelle luccicavano, la neve pareva argentata e gli abeti stavano lì, neri e bianchi…. era proprio uno splendore! Su di un abete in primo piano, la neve fresca creava delle bellissime decorazioni che davano forma a piccoli ghiaccioli sulle punte dei rami che luccicavano al chiaro di luna.

Gesù Bambino e San Nicola si fermarono a guardarlo “E’ semplicemente meraviglioso!” esclamarono “Questa è la soluzione al nostro problema.” Babbo Natale tirò fuori dal suo sacco delle belle mele rosse, le legò a dei nastrini e le passò a Gesù Bambino che le appese ai rami dell’abete facendo bene attenzione a non far cadere le decorazioni di neve. Poi ci appesero anche delle nocciole, dei dolcetti e delle candele accese.

Quando ebbero finito si allontanarono di qualche passo e lo guardarono soddisfatti. Ora l’alberello se ne stava lì nella neve, fra i suoi rami innevati facevano bella mostra di sé, le mele rubiconde, le nocciole d’oro e d’argento luccicavano, e le candele di cera ardevano festosamente.

Con il suo viso bianco e rosso Gesù Bambino era tutto sorridente e San Nicola non era più di cattivo umore. Segarono l’alberello con cura e lo portarono con loro fino al paese dove tutti dormivano. Si fermarono davanti alla casa più piccola, entrarono e lasciarono in dono, l’abete così addobbato; Babbo Natale vi pose sotto tante altre belle cose: giocattoli, dolci, mele, castagne e nocciole . Poi lasciarono la casetta in punta di piedi come erano entrati. La mattina seguente adulti e bambini restarono a bocca aperta, c’ era una tale atmosfera di gioia nella casa come mai prima.

Nessun bambino pensava ai giocattoli, ai dolci… tutti guardavano l’ albero con le luci, attorno al quale ballarono e cantarono tenendosi per mano. Quando amici e parenti videro il bell’alberello, entusiasti davanti ad una tale meraviglia, andarono subito nel bosco per procurarsi un albero anche loro. In breve tempo in tutte le case del villaggio, brillava un albero di Natale, e ovunque si udivano canti e le risa dei bambini.

Da lì la tradizione dell’albero di Natale ha fatto il giro del mondo.

image

Annunci

Un pensiero su “8 Dicembre – L’albero di Natale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...