Acrobazie… di Natale

A fine Novembre, inizio Dicembre (giorno più, giorno meno), le città indossano la tanto attesa livrea natalizia. Di solito, è un “evento” che ci coglie sempre un po’ di sorpresa (per dirla proprio tutta, ho l’impressione che, di anno in anno, ci si arrivi sempre con un leggero, ma costante, anticipo: pavento scenari estivi con addobbi natalizi!), risvegliando in noi la voglia di shopping (complice, forse, l’arrivo della tredicesima…).

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Fermo restando – e me ne convinco sempre di più – che l’abito non faccia il monaco, per la gioia immacolata dei bambini e per quella un po’ più “smaliziata” dei grandi, giardini pubblici, piazze, centri commerciali e vetrine indossano vivaci intermittenze luminose e decorazioni sempre più accattivanti, che sembrano ripetere un solo, martellante messaggio: auguri, d’accordo, ma spicciati a fare il tuo acquisto, o ti ridurrai a correre, come un forsennato, da un negozio ad una libreria, proprio la sera della Vigilia…

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Naturalmente, anche le blasonate strade del centro non sfuggono a questa simpatica e allegra “mise en scène”, con un solo, piccolo neo: la comparsa dei rompi-p**** (di Natale, è sottinteso, no?…).

Evidentemente compresi nel “pacchetto-luminarie”, infatti, sul Corso principale della mia città (ma penso accada dappertutto), oltre alle note lucine colorate si materializzano (forse giungendo, con lungimirante anticipo, anche loro dalla Lapponia), orde di imbonitori famelici.

Capisco il bisogno di lavorare e, soprattutto, quello di arrotondare le entrate, specie per uno studente, ma capisco un po’ meno lo spingersi “oltre” nell’importunare il prossimo (perché di questo si tratta, in fin dei conti…), a tutti i costi. E a prescindere, talvolta infischiandosene persino del buon senso. Nel tardo pomeriggio di ieri ho assistito ad una scena che vorrei limitarmi, nel definire ridicola: un signore procede tranquillamente in bicicletta, lungo Corso Garibaldi, quando da un manipolo di personaggi vestiti tutti allo stesso modo, si stacca un ragazzo che gli si para davanti per fermarlo, presumo, per proporgli qualcosa (un acquisto, un viaggio, un invito a cena, un iniziativa benefica: poco importa…), costringendo il malcapitato ad una sonora e acrobatica frenata d’emergenza, con allegata (e censurata), serie di improperi, all’indirizzo dell’incauto giovanotto.

Carissimo imbonitore intraprendente, rompi pure tutte le scatole che vuoi (possibilmente con fiocco argentato e nastrino rosso, vista l’occasione…), ma rispetta, almeno, il mio diritto a non rompermi l’osso del collo, iva inclusa.

Buone Feste.

by Roberto Pellegrini

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7 pensieri su “Acrobazie… di Natale

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