12 Dicembre – … Santa Lucia è già in cammino!

Come si può parlare delle tradizioni e dei personaggi legati al periodo Natalizio e dimenticarsi della “nostra” Santa Lucia…?

La favola di Santa Lucia

La leggenda vuole che la Santa, originaria di Siracusa, fu accecata ed uccisa, proprio il 13 Dicembre, perché essendosi convertita dal paganesimo al cristianesimo, non volle sposare l’uomo che i suoi genitori le volevano imporre.

Dopo il martirio, la giovinetta Lucia entrò subito in Paradiso…

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E lì, tutti si meravigliarono nel veder arrivare una persona così giovane. Ben presto la Santa, con i suoi modi dolci ed i suoi occhi pieni di luce, conquistò tutti e persino lo scontroso S. Pietro iniziò a prendersi cura di lei, come fanno i nonni con i nipoti.

Così trascorrevano giorni di serenità e pace e Lucia si godeva questa sublime situazione, riflettendo su quanto fossero lontane da lei le sofferenze e la cattiveria che regnavano sulla Terra.

S. Pietro, però, che nonostante la sua lunga barba bianca, aveva ancora una vista acutissima, si accorse che un sottile velo di tristezza si era posato sugli occhi celestiali di Lucia e, così, decise di chiamarla per parlarle.

S. Lucia, commossa, gli confidò che avrebbe tanto desiderato anche per un solo minuto poter rivedere il suo paese in Sicilia e i suoi poveri.

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S. Pietro, fu talmente colpito da quella richiesta che passò giorni e notti fra le morbide nuvole del Paradiso a pensare come potesse esaudire il suo desiderio, finché prese coraggio e decise di parlarne col Padre Eterno.

S’incamminò un po’ timoroso e quando fu da Lui espose la richiesta tenendo sempre china la testa in segno di profondo rispetto.

S. Pietro restò immobile ad aspettare una risposta poi, inaspettatamente, udì uno strano e metallico tintinnio; socchiuse gli occhi e vide che il buon Dio teneva in mano una piccola chiave d’oro.

– “Tieni Pietro, questa é la chiave che apre una finestrella che dà sul mondo, prendila e portala a S. Lucia!” -, disse il Signore.

S. Pietro fu così meravigliato che afferrò la chiave e corse come un ragazzino a cercare la sua Santa bambina, felice di aver esaudito il suo desiderio.

Immediatamente gli occhi di Lucia s’illuminarono e i due salirono su di una nuvoletta che li portò alla magica finestrella.

Quando arrivarono, Lucia con la mano tremante, infilò la chiave nella toppa e, come d’incanto, le apparve il suo mondo, lontano… La giovane fu emozionata ed appagata da quella visione e, per lungo tempo, non desiderò più aprire gli occhi sulle cose terrene.

Una notte però, il suo sonno venne turbato da gemiti lontani e pianti. Lucia, preoccupata decise di prendere la chiave per vedere cosa stesse accadendo. Fu in quel momento che la santa vide tutte le ingiustizie, la vita dissoluta, il male, ma soprattutto vide bambini che soffrivano e piangevano. Rammaricata richiuse piano la finestrella e, una profonda tristezza, calò sui suoi dolcissimi occhi celesti.

Lucia sperava di vedere presto migliorare le cose sulla Terra; la sofferenza dei bambini l’angosciava tantissimo, non sopportando che fossero proprio loro, innocenti e puri, a dover subire angherie e violenze d’ogni genere, da parte degli adulti.

S. Pietro, nel frattempo, la osservava in silenzio e, notava man mano che passavano le giornate, il mutamento d’umore di Lucia. Nemmeno al Padre Eterno passò inosservata la cosa, tanto che decise di chiamare S. Pietro:

– “Caro Pietro” -, disse il Signore – “Io so quello che turba S. Lucia. Ella soffre per i patimenti dei bambini e le privazioni alle quali sono sottoposti… Ho deciso:” -, aggiunse -”daremo l’incarico proprio a Lei di portare una volta all’anno un po’ di allegria sulla Terra e, tu Pietro, le dirai che il Signore l’autorizza a scendere il giorno del suo martirio, il 13 dicembre, per portare doni a tutti i bambini buoni. Ora vai!” – concluse il Signore -”Corri! Voglio che torni la luce in quei santi occhi.” –

S. Pietro fu talmente felice, che, abbracciò il Signore e poi si affrettò a cercare Lucia per darle la bellissima notizia. Subito la Santa rimase incredula, ma poi si convinse riempiendosi il cuore di gioia.

Ormai mancavano pochi giorni al 13 dicembre, ma Lucia capì ben presto che non disponeva di nulla e, in Paradiso, non esistevano né pasticcerie, né negozi di giocattoli. Questa volta S. Pietro fu veramente geniale; chiamò S. Lucia e la invitò a prendere la chiave d’oro dicendole di seguirlo.

– “Apri la finestrella” – le disse – “e guarda bene… Vedi là, nello spazio? Lì c’è un cavallino, una bambola, un trenino; là c’è una trombetta, una trottola, li vedi? Sai cosa sono tutti quei giochi? Sono i giochi superflui, inutili, abbandonati e dimenticati dai bambini viziati e mai contenti. I giochi sono come le persone, cercano compagnia e, se nessuno li vuole più, preferiscono perdersi nello spazio, sperando d’incontrare qualche bimbo disposto a giocare con loro… Dai forza, Lucia, prendine quanti ne vuoi e portali a chi ne ha veramente bisogno!” -, concluse Pietro.

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– “Oh, nonno Pietro, grazie, grazie di cuore”-, replicò S. Lucia, afferrando tutti quei giocattoli abbandonati…

La Santa lavorò fino alla sera del 12 dicembre e mise tutti i giocattoli in grandi sacchi che appoggiò sulle spalle.

– “Ma cara Lucia” -, osservò giustamente Pietro – “così non arriverai mai da nessuna parte, con tutto quel carico: pesa troppo!” –

Ed aggiunse, col suo vocione tonante:

– “C’è qualcuno qui che sarebbe disposto ad aiutare S. Lucia?”-

– “Ihooh…Ihooh…”-, fu la risposta…

”Tu, mio dolce asinello?”, si intenerì Pietro… -”Se a Lucia va bene, andrà bene anche a me…”- concluse il Santo, guardando Lucia.

– “Bravo asinello!”- replicò la Santa, accarezzando dolcemente la cara e mansueta bestiola -”tu sarai il mio fedele accompagnatore! Vedrai, quando ci vedranno i bambini che gioia sarà per loro!”-

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E’ così, che iniziò il viaggio di S. Lucia e del suo asinello; da allora non hanno mai mancato all’appuntamento ogni 13 dicembre con i bambini buoni e bravi…

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Fonte http://www.comune.lazise.vr.it/Sezione.jsp?idSezione=1080

cura by Roberto Pellegrini

P.S.: Ci sembra doveroso fare una precisazione: le favole e le leggende vengono spesso tramandate oralmente, non sempre ci è stato quindi possibile inserire il riferimento preciso dell’autore o autrice di quanto pubblicato, come altresì non siamo certi che i testi rispettino correttamente la versione originale. Inoltre sottolineiamo che nel caso si trattasse di un testo frutto per intero della nostra creatività vi verrà segnalato. Lungi da noi il voler arrogarci il diritto di paternità di testi che sono solo frutto di ricerca o memoria.

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