13 Dicembre – Natale…: con la slitta, o con il surf!

Proseguo la mia passeggiata, qua è là per il Globo, alla scoperta delle varie “facce” del Natale…

Mi accompagnate?

Svezia

Introdotto in Svezia dalla Germania, l’albero di Natale fa parte della tradizione svedese dal 1700. Durante la cena, a base di piatti tradizionali, come la gelatina di piedi di porco, il porridge e il cosiddetto lutfisk, un piatto tipico a base di baccalà, tutti gli invitati sono soliti gettare piccoli pezzetti di pane nero in una zuppiera disposta al centro della tavola: simbolicamente si richiama a un dono per coloro che vivono in povertà. Dopo la cena si aprono i regali portati da uno gnomo che vive nei boschi. Nel paese scandinavo il Natale termina il 13 gennaio, data in cui Canute, re del Paese, circa 1.000 anni fa, decretò che le festività dovessero durare 20 giorni.

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Messico

La settimana di Natale, in Messico, viene festeggiata con la “Posadas”, a ricordo del pellegrinaggio di Giuseppe e Maria in cerca di un posto dove far nascere il Bambino. Alla fine della processione vengono organizzati grandi pranzi, durante i quali vengono rotte le pentolacce, fatte di cartapesta e contenenti frutta, canditi e dolci.

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Filippine

Le Filippine sono l’unica nazione asiatica dove il cristianesimo è scelto dalla popolazione. Le celebrazioni cominciano nove giorni prima di Natale, con una messa conosciuta con il nome di Misa de Gallo, dove si legge, dalla Bibbia, la storia prima della nascita di Cristo. Durante le messe, sono rappresentate alcune scene della Natività, che terminano con una stella che viene lasciata scivolare dall’alto della chiesa, fino a sistemarsi nel Presepe.

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Israele

Gerusalemme detiene il secondo posto al mondo come maggiore densità episcopale, tra basiliche, patriarcati, monasteri, conventi, quattordici diocesi. Qui il Natale non è si consuma tra addobbi e decorazioni, bancarelle e annunci di festività (evidenti rimandi ad una festa solo commercializzata), ma si rispettano e si tramandano ai bambini le tradizioni del passato, con riti latini, orientali e ortodossi, che si tengono da quasi venti secoli. Qui il Natale si festeggia in tre modi: la chiesa cristiana cattolica lo celebra il 25 dicembre, quella ortodossa il 6 gennaio e la chiesa armena lo celebra il 19 gennaio. Per i cristiani di Gerusalemme, le messe vengono celebrate al Santo Sepolcro, luogo nel quale nacque Gesù.

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Un posto di rilievo lo assume il Natale ebraico, che viene definito anche Chanukah o Hanukkahi (in italiano: Festa delle luci), in memoria della consacrazione di un nuovo altare a Gerusalemme, dopo la vittoria contro i Seleucidi. La sera prima dell’Hanukkahi, il Rabbino capo accende un candelabro a sei bracci e recita una benedizione inaugurando la festa con canti e balli. Vengono scambiati doni; in particolare i bambini ricevono piccoli giocattoli e si consumano dolci tipici, come il sufgagnà (un grosso bombolone fritto nell’olio). Il Natale a Gerusalemme, in sostanza, non è solo uno sfavillio di luci e colori, ma, soprattutto, un serio richiamo al significato profondo di questo importante evento religioso.

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Canada

In Canada si usa decorare la casa con addobbi natalizi come corone di alloro, luci colorate e con l’albero di Natale. La settimana prima di Natale si scrive la lettera a Santa Claus, con la nutrita lista dei regali si desiderano ricevere. I bambini appendono anche delle calze, in modo che Babbo Natale le possa riempire con caramelle e cioccolatini. Il pranzo natalizio tradizionale consiste nel tacchino ripieno, con contorno di patate e salsa di mirtilli. Presso alcune famiglie, invece del tacchino si usa cucinare l’anatra arrosto.

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A Montreal, ogni anno verso la fine di Novembre si tiene la famosa Parata di Santa Claus, meglio conosciuta come la Défilé du Père Noël. Nelle province di Terranova e Nova Scotia è diffusa una tradizione singolare, il cosiddetto Mummering, letteralmente una “mascherata” in occasione della quale ci si traveste per nascondere il più possibile la propria identità e si va a bussare da amici e parenti nel vicinato facendo un gran chiasso, cantando e suonando. Chi apre la porta deve scoprire l’identità del Mummer e, se indovina, lo invita a entrare a bere e mangiare qualcosa. A Toronto, invece, nel periodo natalizio, ci si può divertire aggirandosi per i tantissimi mercatini di Natale, assistendo a spettacoli di Natale ed inebriandosi di profumi invitanti, con il costante sottofondo di piacevolissime musiche musiche natalizie.

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U.S.A.

Negli Stati Uniti il modo di celebrare il Natale varia di casa in casa, secondo le proprie origini familiari. Le città vengono invase da luci e abeti giganti, come il celebre e maestoso albero posto in Rockfeller Center a New York, accanto alla frequentatissima pista di pattinaggio. La vera tradizione del Paese è senza dubbio la multi-etnicità ed è pertanto normale imbattersi in tradizioni differenti, a seconda della provenienza, ma le celebrazioni per il Natale variano molto anche da uno Stato all’altro.

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Ad esempio nello stesso stato, la Pennsylvania, si costruisce sotto all’albero di Natale un paesaggio chiamato Putz, mentre nelle Hawaii si usa ancora scambiarsi gli auguri sparando colpi di arma da fuoco e fuochi d’artificio in aria. A Washington DC l’illuminazione dell’enorme albero nazionale è una cerimonia vera e propria, che tiene milioni di americani incollati agli schermi, in attesa che il Presidente prema l’apposito pulsante. Nella Casa Bianca, inoltre, viene preparato un albero “privato”, posto nella Stanza Blu, decorato ogni anno con temi diversi secondo il gusto della First Lady del momento. In Alaska i bambini se ne vanno in giro di casa in casa con delle lanterne a forma di stella, come rappresentazione di una stella cometa, inseguiti dai familiari, che cercano di catturarla. In California, dove il clima è completamente diverso, Babbo Natale lascia a casa “Rudolph”, per consegnare doni su una… tavola da surf!

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In genere il pranzo più importante è quello del 25, che per alcuni è a base di arrosto di manzo, per altri di tacchino e purea di patate, salsa di mirtillo rosso e verdure come fagiolini verdi o zucchini. Come dessert, poi, gli americani mangiano biscotti e crostate fatte secondo le ricette familiari risalenti ai tempi dei padri pellegrini. L’eggnog è la tradizionale bevanda delle feste natalizie, fatto con uova, latte, zucchero e a volte anche rum. Il piatto più caratteristico è il Lumberjack Pie, una crostata di purea di patate riempita di carne, cipolla e cannella.

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Giappone

In Giappone, fino a qualche tempio fa il Natale non esisteva e solo ultimamente è stato “preso in prestito” dall’Europa. Lo si festeggia addobbando le città con alberi di Natale e lanterne illuminate, tipicamente giapponesi, appese ad ogni angolo della strada. Ci si scambiano regali e le famiglie più abbienti regalano qualcosa ai più poveri, per permettere anche a loro di passare in allegria questo giorno di festa. Babbo Natale qui viene sostituito da Hoteiosha, che porta i regali a tutte le persone.

a cura di Roberto Pellegrini

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