19 Dicembre – Dalle palline colorate, al vischio…

Non esistono usanze, o “particolari” attinenti al Natale, che non abbiano una loro simpatica (e spesso tenera…), “spiegazione”…

Ebbene, curiosando in rete, alla ricerca di favole e leggende legate al periodo natalizio, ne ho trovate altre due, che non conoscevo.

Eccole…

LA LEGGENDA DELLE PALLINE DI NATALE

Un artista di strada molto povero si trovava a Betlemme, nei giorni seguenti alla nascita del Bambino Gesù.

Voleva andare a salutarlo, ma non aveva nemmeno un dono da portargli. Dopo qualche esitazione decise di recarsi alla grotta e di andarlo a trovare ugualmente. Gli venne in mente un’idea: fece quello che gli riusciva meglio, il giocoliere, e fece ridere tanto il piccolo.

Da quel giorno, in ricordo delle risate di Gesù Bambino, si appendono delle palline colorate all’albero di Natale…

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LA LEGGENDA DEL VISCHIO

C’era una volta, in un paese tra i monti, un vecchio mercante. L’uomo viveva solo; non si era mai sposato e non aveva nessun amico.

Quella notte, il vecchio mercante si girava e rigirava nel letto, senza poter prendere sonno. Uscì di casa e vide gente che andava da tutte le parti verso uno stesso luogo. Qualche mano si tese verso di lui.

Qualche voce si levò:
– Fratello, – gli gridarono – non vieni?
Fratello, a lui? Fratello? Ma il mercante non aveva fratelli. Era un commerciante e per lui non c’erano che clienti: chi comprava e chi vendeva, niente altro…

Per tutta la vita era stato avido e avaro e non gli importava chi fossero i suoi clienti né che cosa facessero.
Ma dove erano diretti?
Si mosse un po’ curioso. Si unì a un gruppo di vecchi e di fanciulli…

Fratello! Oh, certo, sarebbe stato anche bello avere tanti fratelli! Ma il suo cuore gli sussurrava che non poteva essere loro fratello.

Quante volte li aveva ingannati? Piangeva miseria per vender più caro. E speculava sul bisogno dei poveri.

E mai la sua mano si apriva per donare. No, lui non poteva essere fratello di quella povera gente che aveva sempre sfruttata, ingannata, tradita. Eppure tutti gli camminavano a fianco.

Ed era giunto, con loro, davanti alla Grotta di Betlemme.
Ora li vedeva entrare e nessuno era a mani vuote, anche i poveri avevano qualcosa. E lui non aveva niente, lui che era così ricco.

Arrivò alla grotta insieme con gli altri; s’inginocchio come facevano tutti. – Signore, – esclamò – ho trattato male i miei fratelli. Perdonami.
E cominciò a piangere.

Appoggiato a un albero, davanti alla grotta, il mercante continuò a piangere, e il suo cuore cambiò. Alla prima luce dell’alba quelle lacrime splendevano come perle, in mezzo a due foglioline.

Era nato il vischio…

vischio

a cura di Roberto Pellegrini

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