Le difficoltà: “palestra” per le nostre ali…

La vita comoda può apparire piacevole, ma nasconde un’insidia: quella di non impartirci (o, al meglio, di ritardare), la “lezione” più importante. Imparare a stare al mondo, come spesso si sente dire, costituisce, infatti, quel “lasciapassare” che ci tornerà utile nell’affrontare le difficoltà “vere” che, presto o tardi, verranno a farci visita… E che, magari, dovremo affrontare da soli…

Proprio per questo, è necessario cimentarsi in questa sorta di “allenamento” quotidiano, che sono le nostre esperienze, contando solo sulle proprie forze, per giungere al top alla… “partenza”!

Mi sono imbattuto in una simpatica storiella, sul tema…: cito…

“C’era una volta un bozzolo. Un giorno, in questo bozzolo apparve un piccolo buco. Un uomo che passava di lì per caso, si mise a guardare la farfalla che si sforzava di uscire da quel piccolo buco. Passò molto tempo, varie ore. Sembrava proprio che la farfalla si fosse arresa ed il buco fosse sempre della stessa dimensione. Sembrava che la farfalla ormai avesse fatto tutto quello che poteva, e che non avesse più la possibilità di fare nient’altro.

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Allora l’uomo decise di aiutare la farfalla. Prese un piccolo coltellino e delicatamente aprì il bozzolo. La farfalla uscì immediatamente. Però il suo corpo era piccolo e rattrappito. Le sue ali erano poco sviluppate e si muovevano a stento.

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L’uomo continuò ad osservare perché sperava che, da un momento all’altro, le ali della farfalla si aprissero, capaci di sostenere il corpo, e che finalmente la creatura cominciasse a volare. Non successe nulla.

La farfalla passò il resto della sua esistenza trascinandosi sul terreno con un corpo rattrappito e con le ali poco sviluppate. Non imparò mai a volare.

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Ciò che quell’uomo, con il suo gesto di gentilezza e con l’intenzione di aiutare, al momento non vide, è che passare per lo stretto buco del bozzolo era lo sforzo necessario affinché la farfalla potesse trasmettere il fluido del suo corpo alle sue ali. Era una condizione necessaria per lei per imparare a volare. Era la forma con cui la Natura la faceva crescere e sviluppare. Allora l’uomo capì che la farfalla diede a lui una lezione di vita.“

a cura di Roberto Pellegrini

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6 pensieri su “Le difficoltà: “palestra” per le nostre ali…

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