L’ultima rondine e il veliero

Il freddo si era fatto insistente, penetrante; si insinuava nelle ossa, e nelle commessure segrete tra l’anima e il cuore…, quelle che soltanto l’amore può riscaldare.

Il cielo, ormai grigio e pesante, non invitava più al volo spensierato, ma a rifugiarsi tra le accoglienti “pareti” di un piccolo nido ben costruito.

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L’Ultima Rondine capì, dunque, che fosse giunto il momento di ripartire, senza poter più rinviare il viaggio, per incontrare una nuova Primavera… lontana.

Di buon mattino puntò verso Sud, secondo quanto le indicavano le Stelle, che conosceva bene e, dopo un po’, la terra sotto di lei scomparve: doveva, infatti, attraversare l’immenso mare…

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Dopo qualche ora di volo, la Rondine si sentì chiamare:

– Dove stai andando, così di fretta? -: era un Veliero bellissimo, maestoso, con le sue vele spiegate.

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– Vado verso Sud! -, rispose la Rondine, – Per raggiungere la Primavera… –

– Anch’io seguo una rotta verso Sud! -, aggiunse il Veliero, – Viaggiamo insieme? –

– Certamente! – riprese la Rondine, abbassando la quota del suo volo solitario…

Per diversi giorni i due continuarono il loro viaggio, restando vicinissimi, facendosi compagnia, poi, all’improvviso, si alzò un fortissimo vento da Nord-Ovest, freddo e teso…

– Meraviglioso questo Maestrale!! -, esclamò il Veliero, – Me lo voglio proprio godere!!” -, e con andatura portante sparì velocissimo dalla vista della Rondine, ed aggiunse:

– Era proprio il vento che stavo aspettando da tempo! Ma tra poco tornerò: tu aspettami…! –

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– Ti aspetto, sì… -, gli rispose un po’ preoccupata la Rondine, – Ma non tardare troppo a lungo: questo vento è molto freddo e le mie ali potrebbero stancarsi presto… Stammi vicino, perché potrei aver bisogno di appoggiarmi sul tuo albero… –

– Non temere! -, fu la risposta del Veliero.

Trascorsero altri giorni, di vento impetuoso e di mare grosso ed il Veliero, rapito dall’ebbrezza del Maestrale, sottovalutò la raccomandazione della Rondine, dimenticandosene e rimandando il suo ritorno…

Poi, all’improvviso, così come si era presentato, urlando la sua potenza, e reclamando il suo potere sul mare, il Maestrale cadde, scomparendo del tutto…; allora il Veliero si decise a tornare.

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Ma grande fu il suo dolore, quando si accorse che l’Ultima Rondine, esausta, non ce l’aveva fatta e, cullata dall’onda lunga del mare, con il petto bianchissimo, che quasi luccicava, sotto un pallido Sole, ora galleggiava sull’acqua, con le piccole ali distese, come se stesse ancora volando…

Per raggiungere una Primavera… lontana.

by Roberto Pellegrini

Anche questo racconto ha la sua morale, l’avete intuita?…

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