La musica… in una leggenda cinese

Il Popolo Cinese (e non lo scopro certamente io), è un Popolo depositario di una cultura millenaria, densa di letteratura, filosofia, miti e leggende…

Quella che segue è una leggenda (che ho “pescato” sul web), relativa ad una delle forme d’Arte più affascinanti: la Musica…

Cito…

Agli albori dell’umanità, quando gli immortali frequentavano la Terra, una giovane donna, per puro caso, camminò sull’impronta di un gigante. La mitologia descrive mondi magici: dopo questo incontro provvidenziale, la giovane donna si trovò incinta, e ben presto diede alla luce un ragazzo straordinario.

Il bambino Fuxi, aveva la testa di un essere umano e il corpo di un drago. Egli crebbe e crebbe, e prima che la madre se ne rendesse conto, divenne un gigante. Quando raggiunse la giusta età, il semidio andò in missione per cercare suo padre. I suoi viaggi lo portarono alla Porta del Paradiso, dove finalmente trovò il padre: il grande Dio del Tuono. Fuxi rimase nei cieli e fu nominato ‘Sovrano Celeste d’Oriente’. I suoi compiti? Guardiano dei popoli e degli avvenimenti nel mondo umano.

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Fuxi era un protettore doveroso e compassionevole. Vedendo che le persone lottavano per il cibo, inventò le reti da pesca e le armi per cacciare. Li vide ammalarsi per aver mangiato carne cruda, e insegnò loro il segreto del fuoco. Unì l’uomo e la donna nel matrimonio e ideò un sistema di divinazione; ma volle donare alle persone una felicità più grande: la musica..

Spinto dalla Provvidenza

La cultura musicale di Fuxi era alla vigilia della creazione e avrebbe vissuto per oltre cinque millenni. Dinastia dopo dinastia, attraverso le montagne, le pianure e i grandi fiumi del Medio Regno, questo patrimonio musicale si è arricchito delle tradizioni locali e delle colorate leggende. Oggi, Shen Yun condivide questo patrimonio con l’Occidente in una luce completamente nuova… ma torniamo nuovamente alla storia di Fuxi, il creatore di tutto.

Una sera, mentre passeggiava attraverso il mondo mortale, Fuxi s’imbatté in un albero ombroso… c’era qualcosa di speciale. Lui si avvicinò e, come un segnale, il sole inviò dei raggi crepuscolari, colorando il cielo con un bagliore iridescente. I pianeti inondarono i suoi rami con l’elisir cosmico. Una brezza profumata si sprigionò dai regni celesti, accompagnata da rintocchi.

Proprio in quel momento, una nuvola portò in basso una coppia di fenici, verso l’albero. Decine di uccelli le volarono dietro e uno dopo l’altro, aprirono il becco e cantarono per rendere omaggio al loro re e alla loro regina. Vedendo questo, Fuxi pensò: “Questo è un albero benedetto. Qualsiasi strumento realizzato dal suo legno produrrà la musica più meravigliosa” e incominciò a lavorare.

Fuxi ha così creato uno strumento lo zither, ricco di simbolismi. Ha un diametro di quattro pollici che rappresentano le quattro stagioni; il suo spessore di due pollici corrisponde alle due forze dello yin e dello yang. Al di sopra, Fuxi ha fissato dodici tasti, uno per ogni mese dell’anno e cucito cinque corde a simboleggiare i Cinque Elementi.

Ora, durante le vacanze e nei periodi di raccolta, la gente potrà festeggiare come mai prima; pescando con le reti, cucinando con il fuoco e mangiando a sazietà alle feste sontuose… ma il momento più importante della festa era sempre il nuovo strumento di Fuxi. Gli uomini erano ancora più felici quando cantavano con l’accompagnamento di questo strumento magico… l’ultima invenzione, la musica di Fuxi.

Ma nel tempo, gli Dei che tutto vedono, diventarono troppo curiosi.

Debutto celeste

Un giorno, la Suprema Dea dei Cieli ha organizzato un banchetto nel suo palazzo Jasper Pool. Tutte le divinità presenti parlavano del nuovo e meraviglioso strumento e anche loro, volevano gioire del suo suono. Così la Dea convocò Fuxi per unirsi al loro raduno.

Dopo che tutte le divinità furono saziate con le pesche dell’immortalità e dissetate con il vino al miele, si riunirono intorno all’ospite d’onore, mentre seduto suonava. Poi, pizzicando e accarezzando lo strumento, la sognante melodia scorreva dalle sue dita.

Il pubblico felice, si rese conto che la splendida invenzione di Fuxi non aveva ancora un nome! Dopo una breve riflessione, gli Dei decisero di chiamare lo strumento Qin, con il prefisso yao (che significa ‘diaspro’ o ‘preziosa giada’) per onorare il suo esordio a palazzo.

Questa è la storia di Fuxi e Yaoqin, uno degli strumenti più venerati della Cina antica.

a cura di Roberto Pellegrini

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