Nel tuo dolce passeggiar…

…qualcosa in borsa dovrai portar.

Ricordate la nostra borsa da passeggio?

Abbiamo pensato che fosse indispensabile abbinare una bustina da utilizzare a piacimento: come borsellino, come portatrucco o come meglio preferite. Read more…

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Indietro nel tempo in Giappone: Epoca Jòmon

L’Epoca Jòmon è il periodo di storia giapponese che va da circa il 10000 a.c. al 300 a.c., periodo temporale molto vasto; si può quindi affermare che non sono esistiti un popolo ed una cultura Jòmon, ma più popoli che gli archeologi accomunano in relazione all’utilizzo di tecniche particolari comuni (specialmente la tecnica della produzione della ceramica).

Gli insediamenti Jòmon si trovavano per lo più in riva al mare o presso la foce dei fiumi e vivevano di caccia e di pesca. Read more…

Giudicare il prossimo: CUI PRODEST?…

… A CHI GIOVA?

Una volta Tanzan ed Ekido camminavano insieme per una strada fangosa. Pioveva ancora a dirotto.

Dopo una curva, incontrarono una bella ragazza, in kimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare la strada.

– Vieni, ragazza… -, disse subito Tanzan. Poi la prese in braccio e la portò oltre le pozzanghere.

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Ekido non disse nulla, finché quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte. Allora non poté più trattenersi:

– Noi monaci non avviciniamo le donne -, disse a Tanzan – e meno che meno quelle giovani e carine. È pericoloso. Perché l’hai fatto? -.

– Io quella ragazza l’ ho lasciata laggiù -, rispose Tanzan – Tu, la stai ancora portando con te? –

Credo che questa breve parabola Zen, punti il dito su due “piaghe” del nostro vivere gli uni accanto agli altri: invidia e malizia.

https://mme3bien.com/2018/02/27/giudicare-il-prossimo-cui-prodest/Può capitare di trovarci a compiere azioni, del tutto in buona fede e senza alcun “secondo fine”, per scoprire, poi, di essere stati “fraintesi” e “giudicati”, magari proprio dai nostri stessi amici (o presunti tali…).

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L’invidioso, che vorrebbe trovarsi al posto di Tanzan (proprio perché agisce senza il “vuoto” della mente, di cui abbiamo già parlato…), interpreta (e giudica…), il gesto “puro” di Ekido anche con gretta malizia, attribuendo ad esso un significato “materiale”, che in realtà, nelle intenzioni del monaco gentile, non c’è…

Giudicare l’operato altrui è sempre sintomatico di una lacerante superficialità, che non potrà mai sortire nulla di buono…

Per citare Carl Rogers (psicologo statunitense, fondatore della terapia non direttiva, noto per i suoi studi sul counseling e la psicoterapia all’interno della corrente umanistica della psicologia):

“La tendenza a giudicare gli altri è
la più grande barriera alla comunicazione e alla comprensione.”

Come non essere d’accordo?

cura di Roberto Pellegrini

Voglia di freschezza

Purtroppo l’inverno stenta ad allentare la morsa del freddo, ma noi abbiamo cominciato a pensare alle prime uscite primaverili, ad un pomeriggio con le amiche, ad una uscita fuori porta.

Utilizzando un filato particolarissimo il cashmere boucle, mischiato ad un filo di seta, abbiamo realizzato questa giacchina senza bottoni. Read more…

Milan Fashion Week #5

Marni

Francesco Risso propone una collezione per una donna dolce e nel contempo assertiva. Cappotti in vinile, maglie lunghe ed abiti di paillettes patchwork.

Emporio Armani

Per le nuove generazioni Giorgio Armani propone una collezione all’insegna della libertà, dove capi da giorno si mischiano con capi da sera, in un turbinio di colori, strass e cristalli.

Laura Biagiotti

Cappotti in rilievo, maglioni avvolgenti nelle tonalità del bianco, aprono la sfilata per per poi lasciare il passo ai tweet maschili, al colore ed alle stampe maculate, chiude il tutto nero illuminato dai cristalli e dal lurex.

MSGM

Massimo Giorgetti dedica a Milano sua città di adozione la collezione del prossimo inverno e sulle note di Ornella Vanoni porta in passerella una collezione molto urban dove sulle sciarpe sono riportati i nomi dei bar storici della metropoli lombarda.

Trussardi

Anche Gaia Trussardi pensa ad uno stile metropolitano, anche se rimane fedele al passato del brand dove l’artigianalità si fonde con il tecnico.

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Dolce & Gabbana

La scenografia è la facciata di una chiesa del sud ed in passerella Domenico Dolce e Stefano Gabbana portano cappotti con croci ricamate, pellicce monacali, giacche da cardinale e gonne intarsiate come vesti papali. Slogan un po’ profani compaiono su felpe e t-shirt: per la sera cristalli a volontà.

Milan Fashion Week #4

Salvatore Ferragamo

Collezione sobria ed elegante tutta giocata sui colori e sulle linee fluide e pulite, Qualche stampa effetto foulard, ma solo per rompere le ricorrenti tinte unite. Mi piace molto.

Giorgio Armani

“Ho sempre pensato al mio lavoro come a una risposta al tempo presente perché gli abiti influenzano comportamenti e modi di essere” afferma Giorgio Armani e mette in passerella una collezione elegante e per una donna che non ha confini. Secondo il mio modestissimo parere, non è una delle sue migliori sfilate, anche se rimane Giorgio Armani.

Ermanno Scervino

Estremamente femminile e voluta per una donna dinamica che ama comunque sottolineare la sua sensualità sotto tutti i punti di vista.

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Missoni

Confort ed eleganza all’insegna del colore, da sempre ciò che contraddistingue il brand. In questa collezione piuttosto casual chic troviamo mantelle e ponchi coloratissimi, sovrapposti a lunghe gonne ed abiti, tutto con un sapore caraibico.

Jil Sander

Collezione dai tessuti preziosi che come sempre punta sulla purezza delle linee. Cappotti ampi, maglie avvolgenti, orli asimmetrici, forme morbide. Ha il sapore dell’artigianalità.

Philosophy di Lorenzo Serafini

Maglie avvolgenti, capi in pelle, ma anche balze, pizzi, fiocchi e trasparenze.

 

Milan Fashion Week #3

Blumarine

Stampe molto femminili e pizzi su abiti leggeri, maglie morbide con jacquard. Non male la romantica collezione di questo marchio che raccoglie molti consensi fra le Millenials.

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Antonio Marras

Come sempre Antonio Marras mischia passato e presente ed ogni abito è una storia. Osa, mischia, applica, rivisita, ricama, impreziosisce, vela ed arricchisce. Collezione passionale e poetica.

 

Sportmax

Collezione dallo stile sportivo ed urbano al tempo stesso, dove con lo sguardo all’abbigliamento da sci degli anni Ottanta viene tutto rivisitato in una chiave grafica dal forte impatto visivo ma soprattutto attraverso l’utilizzo di tessuti e materiali high-tech di ultima generazione.

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Krizia

Molto femminile questa collezione autunno-inverno 18-19 che il brand propone rivisitando i capi iconici che ne hanno fatto la sua storia. Sensuale e nel contempo comoda.

 

Etro

Collezione coloratissima che trasmette libertà: cappotti a vestaglia, mantelle, scialli ed abiti molto fluidi.

 

Roberto Cavalli

Paul Surridge guarda al passato del marchio e traghetta verso un nuovo glamour. “Ho voluto lavorare sul corpo femminile” ha detto il designer poco prima della passerella “Cercando di interpretare il pensiero e i desideri delle donne cosmopolite di oggi, nuove Millennials per età o per attitude”.

 

Marco de Vincenzo

Quasi a dire basta a questa società dove gira tutto in modo virtuale, Marco de Vincenzo immagina che sia giunta l’ora di scoprire il mondo e di vivere interazioni vere.

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Versace

Tartan sinonimo di appartenenza e così Donatella Versace esprime il concetto di famiglia d’origine sopra ogni cosa. La gang Versace propone una donna forte e sicura di sè in ogni momento della giornata, pur sempre rimanendo sexy.