La favola della Giada He

Stare dalla parte della verità, sempre e comunque; scegliere di non scendere mai a compromessi, soltanto per coglierne l’effimero “frutto”; combattere la superficialità altrui, per difendere le proprie convinzioni, anche quando l’evidenza sembra giocare contro di noi, non è impresa facile, per nessuno. Non lo è mai stato e non lo sarà mai…

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E per riuscire in questo sforzo, occorre essere ispirati da un’incrollabile certezza: caparbietà e coerenza, prima o poi si impongono… Spesso inaspettatamente e contro ogni previsione…

La bella Favola Cinese che vi propongo oggi, affronta questo tema…

Cito…

Un uomo di cognome He residente nel regno del Chu aveva trovato una giada grezza sul Monte Chu. Andò quindi ad offrirla al re Li, che la fece valutare. Un artigiano della giada sentenziò: “E’ una pietra comune!” Il re allora condannò l’uomo alla pena della mutilazione del piede sinistro per averlo ingannato.

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Quando il re Li morì, gli successe sul trono il re Wu. He andò dal nuovo sovrano con la giada, il quale a sua volta la fece controllare. Un altro artigiano osservò: “E’ una pietra comune!” il nuovo sovrano condannò l’uomo alla pena di mutilazione del piede destro per la stessa ragione.

Quando il re Wu morì, gli successe sul trono il re Wen. Abbracciando la giada, He pianse ai piedi del Monte Chu per tre giorni e tre notti, al punto che gli occhi quasi sanguinavano. Il re Wen fece chiedere il motivo del suo pianto. L’inviato reale domandò a He: “I mutilati ai piedi sono molti sotto il cielo, perché piangi in modo così disperato?” “Invece di lamentarmi per la mutilazione ai piedi, piango perché una giada preziosa è considerata una pietra comune e un uomo onesto un imbroglione.”

Il re Wen fece lavorare la giada grezza da un artigiano, dal che emerse che era davvero una giada preziosa, che il sovrano chiamò “Giada He”. 

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a cura di Roberto Pellegrini

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