Friedensreich Stowasser in arte Friedrich Hundertwasser

Friedensreich Hundertwasser nacque a Vienna nel 1928. Fu un geniale architetto, pittore, scultore, scrittore ed ecologista austriaco che diffuse idee trasgressive ed anticonformiste, propose azioni audaci e creative, che però poco servirono visto che la devastazione della terra ha proseguito il suo tragico cammino.

Frequentò per soli tre mesi l’Accademia di Belle Arti di Vienna, restando influenzato dall’arte di Egon Schiele. Nel 1949 si recò in Italia, dove incontrò l’artista francese René Brô, con il quale a Parigi realizzò in seguito delle pitture murali.

Nel 1953 comparve nei suoi dipinti il motivo della spirale, allusione simbolica alla creazione e alla vita, che diventerà una costante della sua opera caratterizzata da combinazioni di colori contrastanti e pigmenti luminosi.

Negli anni ’60 viaggiò molto in Europa e in Oriente ed iniziò ad occuparsi di modelli di architettura ecologica. Nel 1984 ricevette dal Presidente della Repubblica italiana la medaglia d’oro per la realizzazione del migliore francobollo.

Morì per arresto cardiaco il 19 febbraio 2000 mentre si trovava a bordo della Queen Elizabeth II.

Il suo sogno è stato quello di credere in un’architettura che è natura, che sa di verità, che trabocca di felicità.

All’ingresso di Bad Blumau, piccolo paese della Stiria, dove egli costruì un microcosmo architettonico intorno alle acque termali, si trova scritto: “….denn das Paradies ist um die Ecke” (il paradiso è dietro l’angolo).

Un paesaggio architettonico che ondeggia, forme che hanno il profumo dell’humus, un mondo di forme, colori, vegetazione che è parte integrante di queste architetture fiabesche.

Contrario al mondo accademico, alle architetture razionali, contrappone le rotondità, la morbidezza delle forme, carezzevoli, amiche, che rendono intimità e calore, simbolo della vita come la spirale. “…La spirale è il simbolo della vita e della morte. Si trova esattamente nel punto in cui la materia inanimata si trasforma in vita” scriveva nel 1974.

La nuova alleanza tra uomo e natura non potrà compiersi se l’architettura non ne diventerà il catalizzatore. Perché ciò avvenga il rispetto della natura non può restare una preoccupazione di ordine tecnico, ma deve diventare un contenuto poetico

A lui alcuni knit-designer hanno dedicato una collezione di capi interamente realizzata a mano con i ferri, veramente stupefacente.

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