Catinaccio o Rosengarten …

… comunque lo si chiami, una cosa è certa: qui, nel libro della natura, si legge una delle più belle ed affascinanti pagine.

Ci troviamo in Trentino Alto Adige e l’imponente massiccio del Catinaccio domina il paesaggio, qui la natura è incontaminata: colori, profumi, fauna e flora, in ogni stagione dell’anno, seducono i turisti. Punta di diamante del Catinaccio sono le Torri del Vajolet, tre maestosi torrioni di nuda roccia dolomitica che si stagliano altissimi nel cielo e lo sfiorano.

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Proprio fra le rocce del Catinaccio avviene il fenomeno dell’enrosadira, quel magico momento in cui, all’alba ed al tramonto, le rocce si colorano di rosa. Questo fenomeno, così unico e romantico, avviene per via della conformazione chimica delle montagne stesse, ma… ad esso, la fantasia popolare, ha legato una leggenda, quella di Re Laurino.

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La leggenda che fra i massicci rocciosi del Catinaccio ci fosse un immenso giardino di rose, governato da Re Laurino, sovrano di un popolo di nani che scavava nelle viscere della montagna alla ricerca di cristalli, argento ed oro e possedeva altre sì due armi magiche: una cintura che gli forniva una forza pari a quella di dodici uomini ed una cappa che lo rendeva invisibile.

Un giorno il re dell’Adige decise di sposare la sua bella figlia Similde. Per questo motivo invitò tutti i nobili del regno ad una gita di maggio, tutti tranne Re Laurino. Ma questo decise di partecipare comunque: come ospite invisibile.

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Quando Laurino sul campo del torneo cavalleresco vide Similde e, colpito dalla sua stupenda apparenza, se ne innamorò perdutamente, la rapì e la portò con sé. Hartwig, il promesso sposo della principessa, chiese aiuto al re dei Goti ed assieme ai suoi guerrieri salì sul Catinaccio.

Re Laurino allora indossò la cintura, che gli dava la forza di dodici uomini e si gettò nella lotta. Quando si rese conto che nonostante tutto stava per soccombere, indossò la cappa e si mise a saltellare qua e là nel giardino, convinto di non essere visto. Ma i cavalieri riuscirono ad individuarlo osservando il movimento delle rose sotto le quali Laurino cercava di nascondersi. Lo afferrarono, tagliarono la cintura magica e lo imprigionarono.

Laurino irritato per il destino avverso, si girò verso il Rosengarten (così viene chiamato in tedesco), che lo aveva tradito e gli lanciò una maledizione: né di giorno, né di notte, alcun occhio umano avrebbe potuto più ammirarlo.

Laurino, però, dimenticò l’alba ed il tramonto e così da allora accade che il Catinaccio, in questi due momenti, si colori tingendosi di un magnifico ed incantevole rosa…

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Un pensiero su “Catinaccio o Rosengarten …

  1. rivedendo queste immagini sono tornato indietro nel tempo, quando per tre anni ho abitato a Bolzano e dalla finestra della cucina osservavo il colorarsi di rosa all’alba e al tramonto. Uno spettacolo che non ho mai dimenticato.

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