Le stelle – un ancestrale legame con l’uomo

“Il mistero delle stelle è il mistero delle anime in “ascolto”…

Quante volte, volgendo gli occhi ad un cielo stellato, ci siamo sentiti pervadere da un vago, ma insistente interrogativo: cosa vogliono “raccontarci” le Stelle? Qual è il loro “linguaggio”?

Le Stelle: benevoli custodi delle nostre notti, compagne discre­te dei nostri sogni più cari, dei nostri segreti più intimi…

Da sempre, senza mai proferir parola, esse indicano la “giu­sta via” ai naviganti e a chi, come Ulisse, abbia smarrito la strada del ritorno, nel mare azzurro, o nel “mare” della vita…

…le “parole” che, da lontano, riescono a farsi portavoce del loro messaggio “silen­zioso” e profondo…

In ogni Stella si riflette l’anima del mondo…

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…Le parole sono Stelle,
schiocchi di Luce,
e scarabocchi di lampo,
disciolti
nelle pagine nere della Notte,
nel cielo, quando tace…;
senza memoria raggiungono
il cuore,
attraverso le porte vive degli occhi
dischiuse…;
sono bradi barbagli,
come acquarelli sfumati
di sogno e di anime
accese nel buio, a dirti
la strada…

by Roberto Pellegrini

Non poteva mancare, dopo aver parlato della Luna, un post dove le stelle sono protagoniste, ho attinto perciò, ancora una volta, al libro Le parole sono stelle per questo articolo.

Sin dall’antichità, i Grandi Popoli raggrupparono le stelle visibili ad occhio nudo in costellazioni, battezzandole con nomi suggeriti dall’immagine che vedevano ed intorno alle costellazioni nacquero molte leggende; ve ne racconto una tramandata dagli indiani d’America, che ha come oggetto la nascita della costellazione dell’Orsa Maggiore.

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Un tempo c’era una giovane molto bella. Era rimasta orfana da molti anni e viveva col padre, sette fratelli e una sorellina. Tanti giovani volevano sposarla, ma lei li respingeva tutti. Aveva un orso come amante e lo incontrava di nascosto quando i fratelli andavano a caccia col padre; in questi casi andava a far legna nel bosco, lasciando la sorellina sola in casa.

Quando la sorellina crebbe notò che la sorella impiegava troppo tempo a prendere la legna, così un giorno la seguì e scoprì che era l’amante dell’orso. Corse a casa velocemente e raccontò al padre ciò che aveva visto. Il padre capì che era quella la ragione per cui la figlia maggiore non si voleva sposare; chiese aiuto a tutti i cacciatori e andò con loro nel bosco a uccidere l’orso. I cacciatori trovarono l’orso e lo uccisero.

La giovane andò su tutte le furie; con la carne dell’orso morto, acquistò il potere di trasformarsi in orso. Si recò nel villaggio e uccise tutti gli abitanti, poi riprese il suo aspetto normale.

La sorellina raccontò tutto ai fratelli. Essi ebbero timore che la sorella potesse ucciderle anche loro. Decisero di andarsene e partirono il più velocemente possibile. La sorella maggiore si trasformò in un’orsa per inseguirli. Stava per raggiungerli quando uno dei ragazzi prese un po’ d’acqua e la spruzzò tutt’intorno. Immediatamente si formò un grande lago fra loro e l’orsa. I bambini si misero a correre mentre l’orsa li seguiva; furono raggiunti, ma uno di loro gettò per terra un aculeo di istrice, che si trasformò in un grande bosco folto d’alberi; ma l’orsa riuscì a superarlo e li raggiunse.

Questa volta salirono tutti su un albero alto. L’orsa prese un bastone, lo tirò sull’albero e fece cadere quattro fratelli, che morirono. Un uccellino, che volava intorno all’albero, gridò ai bambini: “Colpitela alla testa!” Allora uno dei ragazzi lanciò una freccia alla testa dell’orsa, che cadde a terra morta. Poi scesero dall’albero. Il fratellino prese una freccia, la lanciò dritta nell’aria e, quando cadde, uno dei fratelli morti tornò in vita. Egli ripeté il lancio finché tutti resuscitarono.

Alla fine discussero fra loro: ormai erano soli al mondo; la loro gente era morta e non sapevano dove andare a vivere. Alla fine decisero che avrebbero preferito vivere in cielo. Chiusero gli occhi e iniziarono a salire.

Sono rimasti per sempre in cielo, dove brillano di notte. Il fratellino è la Stella Polare. I sei fratelli e la sorellina formano l’Orsa Maggiore. Tutti i fratelli sono disposti a seconda dell’età, cominciando dal più grande. Così sono nate le sette stelle dell’Orsa Maggiore.

Quante volte abbiamo rivolto i nostri occhi alle cielo pensando a qualche persona a noi cara scomparsa, quasi a volerla riabbracciare? Io personalmente tantissime…

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…e sono rimasta molto colpita dal lavoro svolto dal Servizio Animazione della Fondazione Don Gnocchi, che ha guidato nella realizzazione di un video, gli anziani, ricoverati al Centro “Girola” di Milano, autori della favola “Certe volte le stelle si perdono”.

Un video delicato e spontaneo, che affronta un tema difficile e che vi consiglio di vedere sino in fondo.

 

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