Vittima… contro vittima

I media riferiscono dell’ennesimo caso di “bullismo”, consumatosi all’interno di una nostra Scuola.

Che la vittima di turno, questa volta, sia un ragazzo, vessato dai propri “compagni”, oppure un inerme professore, pesantemente umiliato di fronte alla classe, francamente fa poca differenza. Anzi: non la fa per niente…

Mano a mano che il puntuale servizio del Tg entra nei dettagli di questa triste vicenda, mi sorprendo allibito al cospetto della spietata e glaciale determinazione, che ha indotto gli “spettatori” dell’indegno “show” ad armarsi di telefonino e riprendere bellamente la scena (come si fa alle feste di compleanno…), anziché precipitarsi fuori, per correre ad avvertire qualcuno (un bidello, un altro prof, il Dirigente Scolastico, ecc.).

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Preferire di “documentare” la violenza ad un proprio compagno, o ad un insegnante, senza muovere un solo dito, invece, per impedirla, è la degna cornice di un quadro già di per sé (e da tempo, purtroppo…), allarmante, sintomatico di un disagio giovanile avviato ad una crescita esponenziale.

Tirare in ballo la mancanza di valori nelle nuove generazioni (ormai assuefatte a “comunicare” attraverso i “Social”…); la lacunosa educazione impartita (o non impartita…), ai ragazzi, in ambito famigliare; l’eccessivo “permissivismo” di cui sarebbero “corazzati” i nostri giovani; la mancanza di “polso” dell’autorità scolastica; cellulari a scuola sì, o no, servirebbe a poco.

Soprattutto perché, a ben guardare, si tratta di tematiche già messe più volte sul “banco degli imputati”, da esperti, psicologi, sociologi, vari chiacchieroni di turno, come il sottoscritto e quant’altro.

Evidentemente, con scarsi risultati. Ancora una volta…

Ma un’amara riflessione (retorica e scontata quanto vi pare), concedetemela ugualmente: in realtà, non mi sentirei di distinguere tra vittime di una violenza ed autori della stessa… Le penose sequenze amatoriali, sotto gli occhi di tutti (ed al vaglio delle competenti Autorità), infatti, riferiscono, a parer mio, di uno “scontro” tra “vittime”…: una vittima che subisce “fisicamente” (e non solo…), gli effetti di un gesto scellerato, ed un’altra vittima che deturpa se stessa, infliggendo ferite mortali alla propria, giovanissima coscienza.

feriteemotive

by Roberto Pellegrini

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