A come Aran – M come maglioni

Dopo essere virtualmente sbarcati sulle isole Aran, proviamo a scoprire meglio i maglioni che da queste isole hanno preso il nome.

Così come le isole anche questi capi sono circondati da un magico alone di mistero ed intorno a loro sono nate diverse leggende, alcune forse anche a scopo commerciale.

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Una di queste leggende racconta che…

La città di Bahnasa era abitata dai Cristiani Copti che erano scampati all’invasione degli Arabi e avevano trovato rifugio presso i monasteri delle coste e delle isole irlandesi, come testimoniano i simboli copti e altri disegni tipici del periodo egiziano innestatisi sulla tradizione locale, fondendosi con i motivi celtici della regione.
In queste zone la maglia perse la vivacità dei colori ma acquistò il rilievo nella straordinaria varietà di punti che, eseguiti con la grossa lana non ritorta e non tinta delle isole Aran, riprodussero i più importanti disegni simbolici.
I punti, considerati dalla leggenda tutti simbolici e benauguranti, venivano creati generalmente su un fondo a rasato rovescio sui quali spuntavano i boccioli dell’albero della vita, il movimento dell’acqua della sorgente della salvezza con motivi di maglie diritte, il diamante dell’abbondanza in forma di losanghe a grana di riso, le linee a zig-zag del matrimonio.
Quando il segreto di questi punti uscì dalle celle dei monaci e furono insegnati ai pescatori, essi divennero altrettanti simboli delle famiglie locali e ogni clan, aveva il suo riferimento in una serie di punti.
Quando due gruppi, attraverso il matrimonio, si imparentavano, la nuova famiglia ereditava i punti dei due clan di provenienza e in questo modo i punti Aran si diffusero nelle famiglie irlandesi.

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Ma un’altra storia ribalta completamente quella che abbiamo appena letto, ossia…

Il vescovo Richard Rutt, in “A History of Handknitting”, racconta che non esistono testimonianze dell’esistenza di maglioni Aran precedentemente al 1900. Prima di questa data, è assodato (come dimostrano fotografie e altri reperti iconografici) che i pescatori irlandesi indossavano maglioni simili a quelli prodotti nelle isole della Manica (Jersey o Guernsey): sostanzialmente privi di trecce complesse e in filato blu scuro. I maglioni Aran cominciano ad apparire in dipinti, disegni, fotografie e filmati, solo a partire dagli anni venti, mentre la più vecchia traccia materiale (il primo maglione acquistato e tuttora conservato) daterebbe a non prima degli anni trenta.
Rutt nota anche come gli Aran riprendano la forma sostanziale dei maglioni delle isole della Manica, ma ne modifichino la costruzione, che non avviene in un solo pezzo senza cuciture, bensì nella maniera più abituale in quattro pezzi (davanti, dietro e due maniche) cuciti tra loro. Inoltre, i motivi Aran riprendono i motivi a trecce e noccioline tipiche della maglia tirolese, particolarmente delle calze prodotte nella regione.
Mediante una serie di ricerche e interviste, Rutt riesce ad identificare l’origine dei maglioni Aran in una famiglia specifica, di cui intervista i componenti superstiti e gli eredi. Questi emigrarono negli Stati Uniti nei primi anni del XX secolo, dove avrebbero appreso le tecniche tirolesi dai vicini di casa ed amici, riportandole in Irlanda alla fine della loro avventura americana. Lì, le nuove tecniche avrebbero trovato una vasta eco, tanto da diventare estremamente popolari, mentre i maglioni Aran perdevano la fattura circolare su ferri a due punte e iniziavano a venire prodotti in pezzi separati.

E ancora si dice che le combinazioni di punti che si trovano sul maglione non sono casuali e che lo stesso racconta molte cose a chi con attenzione sa interpretarlo.

Di una cosa siamo certi ed è che questi maglioni sono quanto di più utile possa esserci per gli abitanti di queste isole che, come sappiamo, sono per lo più pescatori e contadini, infatti: per via della tipologia di lana grezza locale utilizzata per la loro realizzazione, sono idrorepellenti – la pioggia e l’acqua quindi tende a non penetrare – e sono traspiranti – in quanto attingono vapore acqueo dalla pelle e lo rilasciano in aria, aiutando il corpo a mantenere la temperatura ideale.
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Questi capi sono talmente particolari e vari che anche i grandi designer non hanno esitato spesso a portarli in passerella trasformandoli in capi “must have” per le stagioni fredde.
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Come abbiamo visto non possiamo sapere con certezza come e quando questo particolare modo di lavorare i maglioni abbia visto la luce, ma possiamo sicuramente ammirarne la particolarità e le caratteristiche inconfondibili.
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2 pensieri su “A come Aran – M come maglioni

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