Perle, forse le prime gemme ad essere apprezzate

La perla, subito dopo essere estratta dalla conchiglia, è pronta per essere indossata, non ha bisogno di trattamenti particolari e forse proprio questo l’ha resa, sin dall’antichità, particolarmente apprezzata.

“Meleagrina margaritifera” è il nome scientifico dell’ostrica perlifera più famosa, una semplice conchiglia contenente al suo interno una meraviglia, un vero tesoro prezioso.

La nascita di una perla naturale è veramente affascinante: un corpo estraneo, per esempio un granello di sabbia o un parassita, entra nel mollusco che per difendersi secerne una sostanza cristallina, chiamata madreperla, intorno all’intruso e la “gestazione” ha inizio, l’ostrica continua a produrre la lucente sostanza sino a ricoprire il corpo estraneo di madreperla, dando origine alla perla.

Queste meraviglie sono state scoperte dai popoli orientali assai prima che da quelli occidentali ed ad esse sono legate molte credenze.

 

Secondo il popolo arabo le perle sono gocce di rugiada cadute in mare durante una notte di luna piena e “bevute” dalle ostriche. Questa leggenda la ritroviamo negli scritti di Plinio dove si legge che le ostriche nel tempo degli amori “si aprono quasi sbadigliassero, si riempiono di rugiada che le feconda e partoriscono poi perle”.

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Plinio il Giovane narra che Pompeo tornò a Roma con un eccezionale bottino di guerra che comprendeva monili ornati di perle, le quali divennero subito di gran moda a Roma, tanto che, l’imperatore Caligola donò al suo cavallo “senatore” una collana di perle e una la regalò alla moglie affinché non fosse gelosa.

Simbolicamente associate per la loro forma perfetta e per il loro candore alla purezza ed alla verginità, le perle acquisirono nei secoli a venire sempre più ammirazione. Ovviamente le perle naturali sono una vera e propria rarità furono quindi sempre appannaggio di nobili ed aristocratici, fino a quando, all’inizio del Novecento, il gioielliere giapponese Kokichi Mikimoto, dopo numerosi tentativi e in seguito a continue sperimentazioni e ricerche, comprese che le ostriche perlifere, inseminate artificialmente, potevano produrre un numero praticamente illimitato di perle perfettamente sferiche, nacquero così le perle coltivate, sicuramente meno rare di quelle naturali, ma altrettanto belle ed apprezzate perché pur sempre considerate un miracolo della natura.

Se avete la fortuna di possederne non tenetele al buio ed indossatele spesso a contatto con la pelle, eviterete cosi di farle ingiallire; pulitele con un panno morbido prima di riporle, mai mescolandole con altri gioielli che potrebbero graffiarle e appena possibile… fatele fare un bagno in mare.

 

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