Osservando “Il Bacio” di Gustav Klimt

Il Bacio è sicuramente uno dei temi spesso rappresentati nella pittura – come anche potete vedere nella pubblicazione “Sulle Ali di un Gabbiano – A Volo Radente…” di Roberto Pellegrini, nella quale ogni aforisma è accompagnato appunto da un’opera d’arte dedicata al Bacio.

Oggi, però, mi sono soffermata ad osservare una delle più famose opere dedicata a questo tema, ossia: “Il Bacio” di Gustav Klimt.

Concedetemi una breve, ma necessaria introduzione per collocare correttamente l’opera.

Klimt nacque nel 1862 in un sobborgo di Vienna, figlio di un orafo incisore e di Anna Finster – una ragazza di modeste condizioni sociali. Egli frequentò la scuola di Arti e Mestieri e fu scelto per realizzare le decorazioni pittoriche del Teatro di Vienna e del Museo di Storia dell’Arte della città medesima. Klimt dipinse anche i pannelli decorativi per l’aula magna dell’Università di Vienna, aventi come tema: la filosofia

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la medicina

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e la giurisprudenza

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che provocarono pungenti critiche dalle autorità viennesi, che gli contestarono il contenuto erotico.

Dopo aver fondato nel 1897 il movimento Wiener Secession, Klimt personalizzò ed arricchì il suo stile, affrontando il così detto “periodo aureo”, fase contraddistinta dall’uso dell’oro e dall’astrazione simbolica, nella quale spesso l’artista riconduce alla tecnica dei mosaici bizantini.

Klimt si oppose ad ogni idea conservatrice, abbatté ogni divieto e realizzò dipinti rappresentanti i sogni, le speranze, le paure e le passioni di ogni uomo.

Morì il 6 febbraio del 1918.

Mettiamo a fuoco, ora, l’opera “Il “Bacio”, un olio su tela di dimensioni importanti, dipinto da Klimt negli anni 1907-1908, dove l’influenza dell’arte bizantina, tanto cara al pittore, è assai evidente.

In questo quadro l’Artista riprende il tema dell’abbraccio tra due amanti – che aveva già altre volte affrontato – ed… in uno splendore dorato, che ha quasi il sapore del divino, pone la coppia al centro del quadro.

Osservando appare subito evidente la contrapposizione del realismo dei volti, delle mani e dei piedi, con la bidimensionalità dell’abbigliamento, nel quale troviamo figure spigolose per la tunica dell’uomo e circolari per la tunica della donna.

Tuniche che ricordano quelle che Klimt amava indossare e che creava per la sua amata compagna Emilie Floge.

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Tranne che per le parti del corpo scoperte, non vi sono linee a definire le parti, tutto è delineato da campiture dorate. I colori utilizzati sono caldi e molto luminosi ed il colore verde (complementare del rosso) del prato mette ancora di più in risalto il resto, tanto che la luce sembra essere emanata dai due personaggi che occupano la scena.

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L’antinomia tra uomo e donna, sottolineata dalle gestualit

Il Bacio è sicuramente uno dei temi spesso rappresentati nella pittura – come anche potete vedere nella pubblicazione “Sulle Ali di un Gabbiano – A Volo Radente…” di Roberto Pellegrini, nella quale ogni aforisma è accompagnato appunto da un’opera d’arte dedicata al Bacio.

Oggi, però, mi sono soffermata ad osservare una delle più famose opere dedicata a questo tema, ossia: “Il Bacio” di Gustav Klimt.

Il Bacio è sicuramente uno dei temi spesso rappresentati nella pittura – come anche potete vedere nella pubblicazione “Sulle Ali di un Gabbiano – A Volo Radente…” di Roberto Pellegrini, nella quale ogni aforisma è accompagnato appunto da un’opera d’arte dedicata al Bacio.

Oggi, però, mi sono soffermata ad osservare una delle più famose opere dedicata a questo tema, ossia: “Il Bacio” di Gustav Klimt.

 

à differenti delle due figure – presa energica dell’uomo e dolce abbandono della donna – viene armonizzata dal trionfo dell’eros che trascende ogni conflitto.

L’attimo fuggente in cui uomo e donna si compenetrano viene in quest’opera immortalato quasi in modo mistico, avvolto in un erotismo impalpabile.

Anche in questo quadro Klimt ricerca la perfezione visiva ed il perfetto equilibrio per coinvolgere il fruitore e farlo immergere in una realtà/non realtà, in un mondo onirico.

La bellezza di quest’opera è tale da essere diventata una vera icona e purtroppo, sottolineo purtroppo, è stata malamente riprodotta e scimmiotta con esiti quasi offensivi da molti improvvisati aspiranti artisti che l’hanno malamente riprodotta su ogni sorta di supporto.

Povero Klimt… potesse parlare!

 

 

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