L’arte africana per Pablo Picasso

Pablo Picasso, uno dei maestri del XX secolo, nacque a Malaga nel 1881 e morì nel 1973 a Parigi, città nella quale egli visse gran parte della sua vita, essendovi giunto giovanissimo.

Come per tutti i grandi artisti la sua arte subì un’evoluzione e tutto il suo grande lavoro -parliamo di più di 50.000 opere fra disegni, sculture e pitture – è stato suddiviso in periodi:

  • il “periodo blu” (1901-1904),
  • il “periodo rosa” (1905-1907),
  • il “periodo africano” (1907-1909),
  • il “cubismo analitico” (1909-1912),
  • il “cubismo sintetico” (1912-1919).

Approfondiremo oggi il “periodo africano” ricordando anche che Picasso fu un collezionista di opere e sculture provenienti dall’Africa.

Il “periodo africano” iniziò con la realizzazione del quadro “Les demoiselles d’Avignon”, un olio su tela, realizzato nel 1907, di misura cm 243,9 * 233,7, conservato nel MoMA di New York.

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L’intera tela è occupata da cinque figure femminili, tre delle quali (a sinistra) appaiono con caratteristiche tipicamente iberiche, mentre le due donne di destra sono chiaramente ispirate da oggetti di artigianato africano.

In quest’opera non vi è prospettiva o profondità, il Maestro abolì lo spazio, quasi a simboleggiare una presa di coscienza riguardo ad una terza dimensione non visiva, bensì mentale.

L’immediatezza, la semplicità e la sintesi delle forme, caratteristiche tipiche dell’arte nera, sembrano ispirare a Picasso il superamento delle tradizionali leggi prospettiche.
Lo stesso linguaggio della scultura africana costruito su segni codificati (rettangolo per la bocca, cilindro per gli occhi, foro delle narici per il naso, ecc.) non rispettava i canoni accademici ai quali Picasso non intendeva più inchinarsi, ed ecco che egli intuì tutta la carica emotiva che le opere africane offrivano e le trasformò in nuove concezioni dell’arte: “L’opera deve creare forme, non imitarle. E questo, lo scultore africano l’ha sempre saputo”.

Si può forse affermare che il “periodo africano” è stato il periodo di demarcazione fra la sua precedente produzione artistica e quella successiva.

Un’altra opera significativa del “periodo africano” è “Tre donne”, un dipinto meraviglioso che porta sulla tela la scultura, cioè che prende l’arte scultorea africana, la scompone, per ricomporla sulla tela.

Picasso fu uno dei pochi pittori che interpretò opere d’arte famose, facendole sue e proponendole in un modo diverso, trascinandole nel suo tempo storico, adattandole al proprio contesto storico e cambiandone l’identità. Non “rovinò” o emulò quelle opere ma le rivisitò.

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“Le Tre donne” è un olio di 200 * 178 cm attualmente conservato a San Pietroburgo nel Museo dell’Ermitage. Si tratta di una composizione dai volumi molto marcati, le donne hanno dei fisici muscolosi e ben definiti, appaiono come se fossero scolpiti nella tela.

In questo periodo Pablo Picasso giunge alla simultaneità delle immagini – presenza contemporanea di più punti di vista – caratteristica tipica del nuovo nascente linguaggio cubista.

 

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