L’intelligenza contro la spada…

Che non esista una “guerra giusta” è risaputo: la guerra, qualunque essa sia, da qualunque prospettiva la si consideri, non può che costituire il più eloquente esempio di quanto aberrante possa essere la condotta degli uomini; che possa esistere, una guerra “indolore”, di primo acchito può apparire anche più incredibile, ma non del tutto impossibile…

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A colpi di ingegno, anziché a colpi di spada; affinando l’astuzia, piuttosto che la “mira”; affidandosi al “peso” dell’intelligenza, piuttosto che a quello dei mezzi corazzati, sul campo di battaglia si possono ottenere eclatanti successi, firmando indiscutibili “imprese eroiche”, senza spargimento di sangue… In una sorta di partita a scacchi, in cui, ad affrontarsi, siano le “intelligenze”, non i “soldati”….

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E, a pensarci bene, lo stesso stratagemma può senz’altro sortire effetti positivi, quanto inattesi, anche nei piccoli contrasti che, più o meno quotidianamente, siamo chiamati ad affrontare, nel rapporto con gli altri…

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Questo, almeno, è quanto, pare, sia riuscito ad ottenere il celeberrimo Zhuge Liang, stando alla seguente storia…

In Cina, Zhuge Liang è un nome noto a tutti. Dire a qualcuno che somiglia a Zhuge Liang, equivale ad esprimere un alto apprezzamento nei confronti della sua intelligenza. Ecco perché…

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Nel 3° secolo esistevano sul territorio cinese tre regni principali, ossia Wei, Shu e Wu. Questo periodo è definito “dei tre regni”. Questi guerreggiavano spesso fra loro, tuttavia nessuno dei tre era in grado di annientare gli altri due. Zhuge Liang era il consigliere militare del regno di Shu, famosissimo per la sua perizia nel dirigere le battaglie.

Un giorno il regno di Wei apprese la notizia che la città di Xicheng, un importante avamposto strategico del regno di Shu, era debolmente difesa, con solo 10 mila soldati, quindi inviò il generale Sima Yi a capo di oltre 100 mila soldati ad attaccarla. Appreso che le truppe di Wei stavano dirigendosi verso la città, sia il re che i soldati di Shu erano molto nervosi. Resistere con 10 mila soldati a 100 mila nemici equivaleva a rispondere con uova a delle pietre, ossia essere sconfitti. Tuttavia non c’era più tempo per trasferire truppe da altre località. La città di Xicheng era sul filo del rasoio, quindi tutti riposero le speranze nell’acuto consigliere miltare Zhuge Liang, a cui il problema parve anche difficile. Tuttavia l’urgenza della situazione lo costrinse a cercare un rimedio.

Zhuge Liang si lambiccò il cervello, e alla fine trovò una metodo sicuro. Ordinò ai cittadini e ai soldati della città di ritirarsi in un posto sicuro, poi fece aprire la porta della città, in attesa dell’arrivo dei nemici. Poco dopo il generale di Wei Sima Yi raggiunse il posto, vedendo con stupore che la porta della città, che supponeva ben difesa, era invece aperta, mentre sulle mura non si vedeva nemmeno l’ombra di una sentinella. Solo un anziano stava scopando per terra davanti alla porta della città. Mentre se ne stava imbarazzato, sulle mura della porta comparve una persona, il suo vecchio avversario Zhuge Liang. Questi si riordinò tranquillamente l’abito, sedendosi davanti ad una cetra. Subito una musica melodiosa si diffuse in basso dalla torre. Il generale e i soldati di Wei rimasero sbalorditi dalla scena: mentre la città era accerchiata, il consigliere militare di Shu Zhuge Liang suonava la cetra! La cosa pareva un mistero…

Di fronte alla porta della città aperta e a Zhuge Liang che suonava la cetra, l’astuto e sospettoso generale Sima Yi non sapeva cosa fare. Aveva ben chiaro che Zhuge Liang era un pozzo di stratagemmi, ma mai avrebbe immaginato che osasse aprire la porta della città per accogliere cento mila soldati! Quindi pensò che un gran numero di soldati e cavalli fosse in agguato al suo interno. Nel frattempo il suono della cetra sulla torre si fece sempre più veloce, come se si stesse avvicinando una tempesta. Sima Yi più sentiva più gli sembrava strano, sospettando che fosse un segnale lanciato da Zhuge Liang per chiamare le truppe al contrattacco. Quindi ordinò subito alle sue di ritirarsi. Cento mila soldati di Wei si ritirarono rapidamente, così la città di Xicheng del regno di Shu fu difesa senza nemmeno la morte di un soldato.”

a cura di Roberto Pellegrini

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