Calma: virtù della verità…

Credo che ricorrere alla calunnia per “togliersi dagli impicci”, concretizzi una delle forme più aberranti della perfidia umana; opportunismo e viltà toccano così, nella calunnia, il loro “fondo” più… basso, vergognoso, sporco.

Tuttavia, l’imprevedibilità della vita rischia, talvolta, di metterci nei guai…

Circostanze sfavorevoli, invidia, pregiudizio, malelingue e quant’altro, di meglio, sappia produrre la natura umana, possono, nostro malgrado, trascinarci nell’abisso insondabile dell’ipocrisia, nel fango dello scandalo.

Ma, potendo contare sulla purezza della nostra coscienza, restiamo saldamente in attesa, serenamente al nostro posto, nella piena fiducia che, prima o poi, la Verità ci riscatterà per ogni umiliazione subita, per ogni “boccone” amaro che abbiamo dovuto ingoiare, nel frattempo…

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Più facile a dirsi, che a farsi…? Siamo d’accordo…; ma è esattamente questo, uno degli insegnamenti presenti nella storiella Zen di oggi…

Ah sì?

Il maestro Zen Hakuin era decantato dai vicini per la purezza della sua vita. Accanto a lui abitava una bella ragazza giapponese, i cui genitori avevano un negozio di alimentari. Un giorno, come un fulmine a ciel sereno, i genitori scoprirono che era incinta. La cosa mandò i genitori su tutte le furie.

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La ragazza non voleva confessare chi fosse l’uomo, ma quando non ne poté più di tutte quelle insistenze, finì col dire che era stato Hakuin.

I genitori furibondi andarono dal maestro, lo insultarono e gli imposero di mantenere la ragazza e il bambino. “Ah sì?” disse lui come tutta risposta. Quando il bambino nacque, lo portarono da Hakuin. Ormai si era perso la reputazione, cosa che lo lasciava indifferente, ma si occupò del bambino e della giovane con grande sollecitudine. Si procurava dai vicini il latte e tutto quello che occorreva al piccolo. Si mise inoltre a intrecciare un maggior numero di stuoie per poter mantenere i due nuovi venuti.

Dopo un anno la giovane − annoiata di vivere con Hakuin − non resistette più, si pentì e disse ai genitori la verità: il vero padre del bambino era un giovanotto che lavorava al mercato del pesce.


verità

La madre e il padre della ragazza, cosi come anche i vicini, andarono subito da Hakuin a chiedergli perdono, a fargli tutte le loro scuse e a riprendersi il bambino e la giovane. Hakuin non fece obiezioni.

Nel cedere il bambino, tutto quello che disse fu: “Ah sì?”.

a cura di Roberto Pellegrini

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