Se son perfette non le vogliamo e… non solo

Da un po’ di tempo a questa parte, nel mondo della moda, è in corso un cambiamento; vi sarà capitato di notare che sulle passerelle compaiono, sempre più di frequente, modelle rotondette, altre con i capelli bianchi, altre affette da vitiligine o con strabismi di Venere, insomma donne normali.

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Esistono persino Agenzie che annoverano nei loro book solo modelle non perfette, donne però di forte personalità, che riescono a comunicare una storia. Ciò è sicuramente una bella cosa: il fatto di credere che ogni abito presentato sulle passerelle può essere indossato da donne normali, può incidere positivamente anche nella testolina delle ragazze che, per emulare le modelle, finiscono per andare incontro a seri problemi di salute.

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Ciò che sorprende però è che non ci si è fermati a questo, si sta andando oltre, molto oltre… si è pensato che, considerata l’importanza del digitale, sarebbe stata un’idea vincente inventare top model digitali – come Shudu Gram – e… finanche una bamboletta 3D con tanto di profilo Instagram, battezzata Noonoouri, che “collabora” con marchi famosi indossando virtualmente look firmati e trasformandosi in influencer a tutti gli effetti.

Sembra un cartone animato, virtualmente dichiara di avere 18 anni, di essere alta 1 metro e cinquanta (alla faccia delle modelle in carne ed ossa) e di vivere a Parigi. Questo portento che sta spopolando nell’ambito della moda è opera del designer Jorger Zuber, che definisce questo progetto “digital haute couture”.

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Sicuramente Noonoouri apre nuove frontiere nella comunicazione in ambito della moda, ma lasciatemelo dire: l’idea che abiti haute couture realizzati e ricamati a mano vengano pubblicizzati da questa finta signorina, non finisce per piacermi del tutto.

Considero la moda un’arte e questa idea non mi soddisfa affatto.

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4 pensieri su “Se son perfette non le vogliamo e… non solo

  1. Io lavoro come designer nella moda e sono una fautrice delle donne vere! Non mi piacciono nè i canoni estetici che purtroppo vediamo nelle sfilate (ragazze al limite dell’anoressia), nè questa nuova tendenza a creare modelle digitali che tutto sono tranne che realistiche. La bellezza di una donna sta nella diversità, sempre. Ognuna con i propri difetti e fragilità, anzi, sono quelli che la rendono unica. Ed è all’unicità che dovremmo puntare, sempre. Perchè è il difetto stesso che rende unici e diversi! E soprattutto nella moda ogni donna interpreta un abito diversamente, lo vive e lo rende suo. 🙂

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