Bernard Moitessier: un “filosofo” al timone…

Siamo in piena (e rovente…!), estate, la stagione in cui (si spera), è più facile trovarsi a dover gestire (fossero sempre questi i problemi…!), un po’ più di tempo libero.

Molti di noi trascorreranno le ferie al mare…

source

Già, il mare; questa distesa azzurra vivente, palpitante, umorale; contenuta (ma non “limitata”…), da “mille” orizzonti, per tutti gli stessi, eppure sempre “nuovi”…

E quando con lo sguardo ci imbattiamo in una vela, spesso il pensiero e la fantasia corrono a fantasticare sulle gesta di “magnetici” ed impenetrabili Lupi di Mare; uomini che hanno “scritto” il libro della propria esistenza sulle pagine azzurre degli Oceani di tutto il mondo, rinunciando alle comodità della routine di una vita sulla terra ferma, per vivere alla stregua di eremiti vagabondi, nell’abbraccio dell’ “immenso blu”…

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Ecco, questo post vuole essere un modesto omaggio ad uno dei più grandi Navigatori di tutti i tempi: Bernad Moitessier.

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Nato ad Hanoi nel 1925, Bernard Moitessier passò la sua infanzia in Indocina. Frequentò un istituto professionale, dove apprese molte cose che gli furono utili in seguito nelle sue navigazioni.

Marinaio precoce, debuttò su piccoli natanti a vela da lui costruiti, evidenziando spiccate attitudini marinaresche e procurando non poche preoccupazioni ai genitori. Nel 1947 iniziò la sua vita da nomade degli oceani, abbandonando la famiglia ed il monotono lavoro nell’azienda paterna, per abbracciare definitivamente l’avventura.

Numerosi sono stati, in realtà, i suoi viaggi e le sue imprese, ma quella che lo consegnò alla storia fu la sua partecipazione alla prima regata intorno al mondo in solitaria.

Era il 1968 (e si tenga conto che le tecnologie di allora non erano certo quelle di oggi…), quando venne indetta dal The Sunday Times la prima regata intorno al mondo in solitario, la Golden Globe Race, con partenza da un qualsiasi porto inglese e ritorno, dopo aver passato i tre Capi (Capo di Buona Speranza, il Capo Lewin e il Capo Horn).

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Moitessier, titubante per il rischio di “declassare” un’impresa eroica a semplice competizione sportiva, vista la posta in palio accettò e decise di partire da Plymouth il 22 agosto 1968. Dopo aver doppiato i tre capi e superato l’amico e “rivale” Knox che era partito con circa un mese di anticipo ed era sempre stato primo, con grande stupore del mondo intero, annunciò di non voler ritornare in Europa, abbandonando così la gara e rinunciando alle 5000 sterline del premio a vittoria praticamente “in tasca” (il Golden Globe sarà vinto da Robin Knox-Johnston). Fu un gesto clamoroso, che chiarì a tutto il mondo velico (e non solo), quale e quanto profondo fosse il rapporto di Moitessier con il mare e con la navigazione…

Bernard proseguì quindi la rotta meridionale superando per la seconda volta il Capo di Buona Speranza e percorse un altro mezzo giro del mondo, senza scalo, fino a raggiungere il 21 giugno del 1969 dopo aver percorso 37455 miglia (69367 km), Tahiti, nella Polinesia francese perché, come scrisse: – … sono felice in mare, e forse anche per salvare la mia anima! -.

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La storia della celebre impresa (documentata anche dal rarissimo video, girato da Bernard stesso, nel corso della navigazione), è narrata nel suo libro più famoso, “La lunga rotta” (che vi consiglio sinceramente), uno dei libri di mare più apprezzati e più letti al mondo, che ha fatto di Moitessier un modello per intere generazioni di velisti.

Memorabile il suo rapporto con la barca, il mitico “Joshua” (un ketch armato con due pali telegrafici), con la quale aveva fatto un patto: – dammi vento e ti darò miglia!

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Bernard Moitessier si spense il 16 giugno 1994, a Parigi, dopo aver inutilmente lottato contro il cancro.

Ricordiamo altre sue opere, parimenti avvincenti:

  1. Un vagabondo dei mari del sud

  2. Capo Horn alla Vela

  3. Tamata e l’Alleanza

  4. Vela, Mari lontani, isole e lagune – opera postuma

  5. 60000 milles à la voile Di Françoise Moitessier, Ancre de Marine

by Roberto Pellegrini

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4 pensieri su “Bernard Moitessier: un “filosofo” al timone…

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