L’arte di tessere la ginestra

La ginestra è una pianta arbustiva sempreverde con un cespuglio folto e tondeggiante; cresce spontanea in tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Francia all’Asia Minore, sulla costa del Marocco, del Portogallo, nelle Isole Canarie ed, ovviamente, anche in Italia.

Le ginestre, anche se appartengono ad una stessa famiglia, sono diverse tra loro. In Italia ne troviamo venti specie differenti, tra le quali, la ginestra odorosa – Spartium junceum – la più resistente ed anche quella che fornisce fibre di migliore qualità.

Queste piante dalla struttura particolare, con fiori raccolti nella parte terminale dello stelo e con corolle somiglianti alle ali di una farfalla germogliano nel mese di marzo, colorando di giallo il paesaggio mediterraneo e sprigionando un intenso profumo.

ginestra-odorosa

Così scriveva Giacomo Leopardi:

…odorata ginestra Contenta dei deserti. Anco ti vidi de’ tuoi steli abbellir l’erme contrade..

L’impiego di questa pianta nel tessile ha caratterizzato per millenni tutto il bacino del Mediterraneo. Autoctona, resistente e ricca di fibra, oggi torna in auge, dopo un periodo di flessione, grazie alle sue qualità.

In Italia, la regione dove la ginestra venne più lavorata, fu la Calabria, dove, anche grazie al sapiente uso dei telai – altra tradizione locale – venivano prodotti tessuti. Proprio in questa regione, oggi, si ritorna ad interessarsi alla lavorazione di questa fibra.

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Il processo di lavorazione è alquanto laborioso: si comincia con la raccolta, dopo la caduta dei fiori, la si lega in piccole fascine e la si fa bollire per circa un’ora in grossi tini aggiungendo cenere e soda caustica, dopo di che si lascia macerare per circa una settimana per ammorbidire la fibra. Segue la scorticatura, gli steli vengono cosparsi di sabbia fine e vengono strofinati in modo energico per separare l'”anima” interna dalla fibra esterna. Si passa poi alla sfibratura, alla battitura, alla cardatura ed infine alla filatura.

Si ottiene così il filato di ginestra, molto resistente e con un alto grado di assorbimento, caratteristica questa, che rende questi filati facilmente lavorabili con pigmenti naturali e quindi del tutto eco-sostenibili.

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Questa pianta dai bellissimi fiori profumati cresce spontanea in territori accidentati ed aridi, la sua bellezza sembra voler ripagare le fatiche di coloro che sfidano sentieri impervi e sole cocente per raccoglierla e trasformarla in qualcosa di utilissimo.

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Come spesso accade, anche in questa occasione, cresce la consapevolezza che madre natura offre all’uomo tutto il necessario per il suo sostentamento ed è bellissimo che, oggi, si riscopra questa bellissima tradizione di lavorare questo arbusto. “Chi non sa da dove viene, non sa nemmeno dove sta andando».

In questo caso la ginestra si trova a fare da ponte tra antico e moderno, espressione di usanze legate ad un territorio poverissimo, ma che è stato in grado di custodire e tener viva  una tradizione che ci auguriamo riprenda vigore.

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2 pensieri su “L’arte di tessere la ginestra

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