Il caffè: il prodotto primario secondo solo al petrolio

Abbiamo già avuto modo di parlare del caffé, ma considerata l’importanza di questa commodity, oggi tra le più scambiate al mondo, vale la pena di approfondire meglio.

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Ecco come si presenta la pianta del caffé ed all’interno di quei piccoli frutti vi sono due famosi e preziosi semi dai quali si ottengono i chicchi che giungono nelle nostre case dopo i processi di lavorazione, che possono essere di due tipi: naturale o di lavatura.

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Nel primo i semi vengono essiccati al sole e poi separati dalla parte esterna con appositi macchinari; nel secondo tipo di lavorazione, detto appunto della lavatura, i semi vengono spolpati meccanicamente, lasciati fermentare per qualche giorno ed in seguito essiccati. I due tipi di lavorazione portano a sapori decisamente diversi: dolce nel primo caso, un po’ più acido nel secondo.

Inoltre il sapore del caffè è dato anche dalla tipologia della pianta che può essere Arabica o Canephora, la prima tipologia contiene una bassa percentuale di caffeina e presenta settanta aromi pregiati ed apprezzati in tutto il mondo; la seconda, a causa delle condizioni climatiche in cui cresce, ossia ad altitudini inferiori,  contiene più caffeina e produce un caffè robusto ed un po’ amaro.

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Ma veniamo ora al rito, che tanto piace agli italiani, di degustazione del caffè, che deve essere bevuto caldo, con una temperatura compresa tra i 65 ed i 55 gradi per meglio apprezzarne l’aroma.

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Non a caso, ad inventare la prima macchina per l’Espresso, fu ovviamente un italiano: Pier Teresio Arduino, ma la cosa curiosa è che si trattava di un ferroviere addetto alle caldaie delle locomotive e la sua invenzione fu pubblicizzata con un manifesto che rappresentava un uomo a bordo di un treno Espresso con in mano una tazza di caffè.

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Purtroppo non in tutti i bar si rispettano le regole per preparare un ottimo espresso che sono:

  • macinare i chicchi al momento
  • pressare uniformemente la polvere ottenuta
  • far scorrere l’acqua nel gruppo di erogazione della macchina per liberarlo da qualsiasi residuo.

Il mancato rispetto di queste regole fa perdere al caffè fino al 60% delle sue caratteristiche aromatiche e… addio degustazione.

Certo è che, nonostante molto spesso le regole non vengano rispettate, l’Italia rimane il Paese dove questa bevanda è preparata al meglio, infatti all’estero l’espresso al bar è nel 99% dei casi imbevibile per un italiano.

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