Moda, ma cos’è?

Su Wikipedia si legge: …”Il termine moda deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, modalità, ritmo, tono, moderazione, guisa, discrezione… Nei secoli passati l’abbigliamento alla moda era appannaggio delle sole classi abbienti, soprattutto per via del costo dei tessuti e dei coloranti usati, che venivano estratti dal mondo minerale, animale e vegetale. Prima dell’Ottocento l’abito era considerato talmente prezioso che veniva elencato tra i beni testamentari. I ceti poco abbienti erano soliti indossare solo abiti tagliati rozzamente e, soprattutto, colorati con tinture poco costose come il grigio. A questi si aggiungeva scarpe in panno o legno. Non potendo permettersi il lusso di acquistare abiti nuovi confezionati su misura, tali classi ripiegavano spesso sull’abbigliamento usato…

Non è facile dare una perfetta definizione della moda, se la si considera anche dal punto di vista culturale e sociale, essa, infatti, ha un’infinità di sfaccettature che la rendono interessante, ma difficilmente catalogabile.

Un vero e proprio sistema complesso in costante movimento, che proprio per questo, rappresenta la società al meglio, facendosi veicolo di espressione delle usanze e dei costumi di un particolare periodo. Ciò permette di ricostruire la storia non solo a livello di costume, ma anche di economia.

Come si legge su Wikipedia la moda segnava la differenza tra ceti sociali: ricchi e poveri – dico “segnava” perché ora non è più proprio così – oggi possiamo dire che la moda è anche un vero e proprio modo di comunicare la propria personalità; stile e gusto fanno parte del mondo della moda, pur non essendone dei sinonimi.

Fatto resta che la moda è epicentro di interessi da più punti di vista, ecco perché, sparsi nel mondo, esistono numerosi musei della Moda, citiamone alcuni:

  • Metropolitan Museum of Art

    La collezione del Costume Institute con oltre 35.000 costumi e accessori, rappresenta, cinque continenti e sette secoli secoli di abiti alla moda, costumi regionali e accessori per uomini, donne e bambini.

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  • MFIT (New York, Stati Uniti)Il Museo di FIT è conosciuto per le sue mostre speciali innovative e premiate.. Fondato alla fine degli anni Sessanta, è visitato da 100.000 persone ogni anno. Con una collezione permanente di 50.000 abiti e accessori dal XVIII secolo fino ad oggi, il Museo di FIT pone l’accento su abiti esteticamente e storicamente significativi, con un occhio verso la moda contemporanea d’avanguardia.

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  • FIDM (Los Angeles, Stati Uniti)Il museo si trova al piano terra del campus di Los Angeles dell’Istituto di moda di design e merchandising e ospita una collezione di oltre 12.000 costumi, accessori e tessuti del XVIII secolo fino ad oggi, compresi i costumi cinematografici e teatrali. Il Museo FIDM ospita inoltre la prima Collezione di Costume di Hollywood in prestito presso la città di Los Angeles, Dipartimento di Parchi e Ricreazione. Presenta l’esposizione annuale del costume di movimento cinematografico nelle gallerie.

 

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  • Kent State University Museum (Kent, OH)Il Museo del Kent State University accoglie gli studenti e il grande pubblico per visualizzare, studiare e ricercare dalla sua collezione di moda storica, contemporanea e mondiale. La collezione va oltre l’abbigliamento e i tessuti per includere anche vetro americano, mobili, dipinti e altre arti decorative. Il Museo ospita anche una biblioteca di libri e periodici storici dedicati alla moda e alle arti decorative.

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  • V&A MuseumE uno dei musei d’arte e design leader a livello mondiale, ospita una collezione permanente di oltre 2,3 milioni di oggetti che coprono più di 5.000 anni di creatività umana. Il museo custodisce molte delle collezioni nazionali del Regno Unito e alcune delle più grandi risorse per lo studio di architettura, dei mobili, della moda, dei tessuti, della fotografia, della scultura, della pittura, della gioielleria, del vetro e della ceramica.

    Elementi chiave della collezione comprendono abiti del XVII secolo, “mantua” del XVIII secolo, abiti da sera degli anni ’30, abiti da sera degli anni ’60 , inoltre un numero crescente di pezzi da designer del ventunesimo secolo.

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  • Fashion Museum, Bath InglandCi sono quasi 100.000 oggetti nella collezione, che vanno dai guanti decorati dal tempo di Shakespeare a moda dai designer più importanti di oggi nella collezione Dress of the Year. Questi oggetti preziosi, mostrando diversi aspetti della storia della moda, sono stati (per la maggior parte) forniti al museo da molti generosi donatori e organizzazioni durante i più di 50 anni di attività del museo.

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  • Musée de la Mode et du Textile (all’interno del Louvre, Parigi, Francia)Oggi, il museo occupa 9.000 metri quadrati e presenta circa 6.000 oggetti nella collezione permanente. Nella collezione, sono presenti opere che rappresentano la storia del costume dal Reggimento francese ad oggi (16.000 costumi e 35.000 accessori moda) e tessuti del VII secolo in poi (30.000 esemplari), così come arredamento d’interni, mobili , oggetti d’arte, carta da parati, arazzi, ceramica, bicchieri e giocattoli dal Medioevo al presente.

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  • Musée Galliera (Parigi, Francia)La collezione è dedicata all’abbigliamento e al costume, coprendo momenti chiave della storia della moda e mettendo in mostra i designer iconici francesi. La collezione del museo comprende abiti e accessori dallo streetwear all’alta moda. Il dipartimento del XVIII secolo ospita una delle più grandi collezioni di abbigliamento del mondo dell’età dell’illuminismo. Le sue collezioni sono tutte temporanee.

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  • Museo del Traje (Madrid Spagna)Con circa 160.000 tra oggetti e documenti, il museo del Traje ha una collezione di abbigliamento, gioielleria e accessori storici, contemporanei e tradizionali (con particolare attenzione ai costumi e designer spagnoli).

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  • Kyoto Costume Institute (Kyoto Giappone)La collezione KCI attualmente va dal XVII secolo ad oggi, con più di 12.000 capi di abbigliamento e 16.000 documenti. L’istituto ha ricevuto donazioni da alcuni dei migliori stilisti e case di moda di oggi come Chanel, Christian Dior e Louis Vuitton.

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E l’Italia? Patria di ineguagliabili stilisti?

Ci stiamo ancora lavorando. Sob!!!

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