LBD o più comunemente conosciuto Little Black Dress

Correva la fine dell’anno 1926, per precisione l’ottobre di quell’anno e la copertina di Vogue proponeva un abito disegnato da Coco Chanel: il primo Little Black Dress. Da quel momento il dado era tratto e l’LBD sarebbe diventato con gli anni un caposaldo nel firmamento della moda. 

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All’interno della rivista un articolo paragonava l’abito all’auto Model Ts della Ford, auto che aveva raggiunto grandissima popolarità e sulla quale lo stesso Mr. Ford aveva scherzato dicendo: “Ogni cliente può avere una macchina verniciata di qualsiasi colore, purché sia ​​nera.”

Innegabile che sia l’autovettura che l’abito di Coco aiutarono la modernizzazione del colore nero, colore da sempre associato agli strati bassi della società e al lutto. Ricordiamo il periodo vittoriano dove la Regina Vittoria per 40 anni indossò abiti sontuosi rigorosamente neri, dopo la morte del suo amato marito Alberto.

Coco Chanel non era nuova alle trovate controcorrente e spesso aveva dimostrato di non avere un approccio tradizionale, tanto che preferiva usare maglina anzichè classici tessuti e, soprattutto, amava tagli che facevano “‘l’occhiolino” al guardaroba maschile; insomma Chanel aveva quel talento in grado di trasformare l’inaccettabile in accettabile, tutto mirato per rendere la donna decisamente meno castigata e più libera.

Ovviamente Chanel segnò l’inizio…, a seguire il Little Black Dress incontrò il consenso di Hollywood e di conseguenze di molti altri stilisti che cominciarono a proporre abiti di colore nero.

Hubert de Givenchy creò il famosissimo abito da cocktail indossato da Audrey Hepburn nel film “Colaizone da Tiffany”. L’abito originale vero e proprio, però, non fu quello utilizzato nel film – era decisamente più corto – ma ebbe comunque una sua storia, decisamente più utile, fu infatti venduto all’asta per più di $ 900.000 per raccogliere fondi per i poveri di Calcutta, in India. 

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Monsieur Dior caratterizzò l’abito nero con dettagli tipici del suo stile: gonne ampie, spalle nude, collo sciallato.

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Yves Saint Laurent creò versioni in taffetà arruffate, increspate, spesso senza spalline, a volte un po’ eccessivi.

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Insomma l’LBD ha avuto molte incarnazioni iconiche diventando un classico che non passa mai di moda, raffinato e pratico, che ogni donna annovera nel suo guardaroba indossandolo ed interpretandolo secondo il proprio stile.

 

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