Prepotenza: l’“anello debole” dei rapporti umani

“Homo homini lupus”
l’uomo è lupo per un altro uomo

sono queste le parole con le quali un notissimo detto latino inquadra perfettamente una tendenza tipica non soltanto del regno animale (dove, in realtà, ci appare del tutto normale), ma anche, purtroppo, degli esseri umani, la cosiddetta specie superiore per eccellenza, in quanto dotata di intelligenza, pensiero e, soprattutto, coscienza…

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L’atteggiamento in discussione può essere definito con una sola parola: sopraffazione.

E’ questa (fors’anche per una sorta di “legge naturale”, posta a “governo” del mondo), la vera miseria della condizione umana, capace di portare gli individui ad entrare in conflitto tra loro, per far valere le proprie ragioni, i propri esclusivi interessi, travalicando, spesso, il rispetto per i più deboli. In nome di un, per nulla sacrosanto, “diritto” di imporsi.

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La competizione è il “sale” della vita, in ogni campo. E su questo siamo d’accordo; anzi: proprio in virtù di un sano spirito di “conquista”, siamo naturalmente protesi a cercare ciò che è “meglio”; sempre, però, riconoscendo quel “limite”, oltre il quale “competere” tende a divenire “prevaricare”.

La prepotenza, infatti, è un male oscuro che, in ogni epoca della Storia dell’uomo, ha mietuto innumerevoli vittime, assumendo, nel corso dei millenni, “volti” ed aspetti (e, persino, giustificazioni), differenti; alcune volte eclatanti, in altre circostanze più subdoli, perché frammisti all’ipocrisia, ma parimenti letali.

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Ed è un male tutt’altro che debellato, tutt’altro che scomparso dalla nostra vita quotidiana: ne siamo tutti testimoni, leggendo un giornale, ascoltando i notiziari; ma anche, semplicemente, guardandoci attorno…

Talvolta, infatti, prepotenza e sopraffazione fanno da sfondo a malsani ambienti di lavoro, a penosi scenari famigliari, a squallide relazioni sociali: come restare indifferenti?

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“Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, si divide in due parti: gli uni usano prepotenza, gli altri la soffrono.”

Giacomo Leopardi

by Roberto Pellegrini

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