#1 Fede, amore e speranza: i fari in questo mare in burrasca

Mi piace considerare la speranza come un dono, come diceva il poeta Charles Péguy: “Per sperare… bisogna… aver ricevuto una grande grazia

speranza-1

La speranza è una convinzione fiduciosa ed ottimistica che accende i moti dell’anima e spinge alla ricerca della felicità. Vi è la speranza universale che riguarda la pace ed i problemi del mondo, e c’è una speranza individuale che ci spinge a non arrenderci mai alla ricerca della nostra personale felicità.

Gli esseri umani sono alla continua ricerca della felicità e la speranza è ciò che li sostiene in questo cammino. La sapienza greca affermava che tutta la nostra vita è piena di speranze e che la speranza è una “consolazione naturale” che quando siamo afflitti dalla disgrazia ci spinge a superare la paura.

speranza

Oggi pubblichiamo la seconda leggenda giapponese, spunto di riflessioni sulla speranza.

Sakura e la kokeshi

Sakura era nata quando i ciliegi fioriscono e i suoi genitori l’avevano chiamata con il nome del fiore che simboleggia l’anima del Giappone: bellezza e delicatezza, ma anche caducità dell’esistenza.

1412892-poster-deco-enfant-kokeshi-sakura-fleurs-de-cerisier-kawaii-3

Sakura era cresciuta in un villaggio di contadini, dove i suoi genitori coltivavano il riso e qualche ortaggio per il fabbisogno della famiglia. Ogni tanto ella si recava in città, al mercato, per venderne un po’, che raccoglieva dal piccolo orto domestico.

Allora si metteva in viaggio assieme ad altri bambini, lungo la strada che costeggiava il fiume; il gorgoglio dell’acqua li guidava, ma essi si tenevano a debita distanza, perché sapevano che vicino ai fiumi vivevano i Kappa, esseri spaventosi che rapivano i bambini.

Un giorno mentre tornava da sola verso la sua casa venne catturata da una banda di briganti, che la legò e la rinchiuse in una cassa di legno. Venne caricata su un carro che sobbalzava ad ogni buca della strada sconnessa, come il suo piccolo cuore, che batteva al ritmo di un tamburo impazzito. Attraverso le assi poteva vedere il villaggio farsi sempre più piccolo e lontano.

I suoi genitori la cercarono disperatamente per giorni e giorni, ma non trovando alcuna traccia della figlia scomparsa, pensarono che fosse scivolata nel fiume, inghiottita dall’acqua. La mamma però, non si rassegnò e ogni giorno si recava al tempio per pregare il buon Jizo, il dio protettore dei bambini, di vegliare su Sakura.

Il padre invece scolpì nel legno d’acero una Kokeshi, una bambola con il corpo cilindrico e la testa sferica; la mamma dipinse la sfera con lievi tratti che ricordassero il viso di Sakura ed il cilindro con un ramo di ciliegio fiorito, come fosse un Kimono delicato. Sul fianco scrisse il nome della bambina e una preghiera affinché potesse essere ricordata e, un giorno, tornare a casa. Ogni mattina accendeva con devozione un bastoncino d’incenso accanto alla Kokeshi, come suggeriva un’antica tradizione, per non dimenticare mai la persona scomparsa.

a490251_1

Sakura venne condotta in una casa malfamata, assieme ad altre bambine rapite o vendute dalle famiglie e cresciute come schiave per soddisfare le cattiverie umane. Una sera, dalle lanterne accese, appese nella veranda di quella che per lei era diventata un’orribile prigione, scoppiò un incendio. In un attimo la casa, di legno, prese fuoco.

Sakura, agile come un gatto, riuscì a fuggire e, sebbene spaventata, si mise in salvo, ma non sapeva dove dirigersi. Improvvisamente si trovò davanti al fiume… risalendo la corrente sarebbe tornata a casa! Era convinta della sua idea e lungo la strada del ritorno ogni tanto incontrava una statua di Jizo, vestito da buon monaco, che la incoraggiava a procedere. In alcuni tratti qualcuno la faceva salire su un carro, e dopo alcuni giorni si illuminò alla vista del suo villaggio che le comparve davanti agli occhi.

Era giunta a casa, era salva! I suoi genitori corsero ad abbracciarla e la circondarono di amorevoli attenzioni per farle dimenticare la terribile esperienza. Appena ristabilita abbracciò la sua Kokeshi che aveva tenuto accesa la luce della speranza, dalla quale non si separò mai.

Ma attenzione… come scrive Roberto Pellegrini in un suo aforisma:

L’Illusione è la “figlia” bugiarda della speranza

Annunci

Un pensiero riguardo “#1 Fede, amore e speranza: i fari in questo mare in burrasca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...