…come uno yo-yo!

Un salto nel vuoto: questo è, in sostanza, ciò che si fa, praticando il Bungee Jumping, certamente tra le attività preferite dai cacciatori di emozioni formato extra large, sempre alla ricerca di nuove scariche di adrenalina.

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E beh, diciamolo pure: in quanto a scariche di adrenalina, il Jamping non è secondo a nessuno.

In realtà, questa pratica “estrema”, nata nel 1986, in Nuova Zelanda, è da considerarsi la diretta discendente di un antico rituale, tuttora praticato nell’Isola di Pentecoste, chiamato “N’gol”.

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L’isola di Pentecoste fu scoperta nel 1768 dall’esploratore francese Louis Antoine de Bougainville e deve il suo nome alla festività che ricorreva il giorno in cui fu avvistata da James Cook, nel corso del suo viaggio nelle Nuove Ebridi nel 1774.

L’isola si estende da nord a sud per circa 60 km; una catena montuosa dominata dal monte Vulmat divide la costa orientale, umida e piovosa, da quella occidentale più temperata. Le pianure costiere, attraversate da brevi torrenti, sono rigogliose e destinate alle coltivazioni e all’allevamento del bestiame.

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I centri abitati si concentrano sulla più ospitale costa occidentale, benché vi siano sporadici insediamenti nell’interno.

La costa orientale è più impervia e inospitale; gli abitanti sono pochi anche se con l’aumento della popolazione dell’isola si vanno diffondendo nuovi insediamenti in aree prima disabitate.

Ma torniamo al nostro… salto!

Nel corso del “N’gol”, che si svolge ogni anno, tra aprile e giugno, nel Sud dell’Isola, come buon auspicio per la raccolta di “igname”, gli uomini, in una sorta di rituale iniziatico, si lanciano da alte torri, legati soltanto con una liana alle caviglie. Praticamente, arrivando a sfiorare il suolo, a fine “volo”…

Si tratta, com’è facile intuire, di una “esibizione” decisamente spettacolare (vivamente sconsigliata ai deboli di cuore…!), che attira ancora sull’isola migliaia di turisti ogni anno.

Negli anni Cinquanta, il noto documentarista inglese David Attenborough, per conto della BBC, dedicò a questo rituale un interessante documentario.

E allora: chi vuole… provarci, alzi la mano!!

by Roberto Pellegrini

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