Grazie a lei, oggi possiamo ammirare il Cenacolo

Parliamo di Fernanda Wittgens, Direttrice della Pinacoteca di Brera, donna vulcanica, determinata e geniale, che negli anni quaranta svolgeva un lavoro – a quel tempo considerato maschile – con la sensibilità femminile.

Proprio grazie alla sua caparbietà, oggi a 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, noi possiamo fruire e godere il capolavoro di questo genio. Infatti, la Wittgens, negli anni ’50, affrontò difficoltà e si assunse responsabilità pesanti, affidando il restauro del Cenacolo all’équipe di Mario Pelliccioli, contro il parere di Cesare Brandi (allora Direttore dell’Istituto Centrale del Restauro) che giudicava il capolavoro ormai irrimediabilmente danneggiato.

Con trepidazione si attese che il restauratore rimuovesse la pittura annerita sulla mano di Giuda e quando i colori leonardeschi riaffiorarono fu una vera e propria vittoria per questa ostinata intellettuale, che non si era arresa, contro tutto e contro tutti.

Fernanda Wittgens nacque a Milano nell’aprile del 1903 e si laureò nel 1925 con una tesi in Storia dell’Arte, presso l’Accademia Scientifico Letteraria di Milano. Nel 1928, venne assunta a Brera e nel 1940 ne assunse la direzione, prima donna in Italia a ricoprire tale incarico nel ruolo del personale dei Musei e Gallerie.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, lei si occupò personalmente dei trasporti delle opere di Brera nei ricoveri prima dei bombardamenti, giusto in tempo e, dopo l’armistizio, toccò sempre a lei il compito di tutelare dalla razzia tedesca le opere.


Nel dopoguerra, affrontando innumerevoli difficoltà dettate dalla mancanza di fondi, ricostruì Brera trasformandola in un luogo d’incontro, di formazione, in un centro di cultura, in un museo vivente, aperto a tutte le forme d’arte, convinta come era che “l’arte è forse una delle più alte forme di difesa dell’“umano”.

Morì a soli 54 anni, stroncata da un male incurabile, riposa al Cimitero Monumentale di Milano, ovviamente.

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3 pensieri riguardo “Grazie a lei, oggi possiamo ammirare il Cenacolo

    1. Sì, ne sono convinta. Ma come puoi evincere dai like raccolti dal post (io, mammate e tu), credo che non siano molti coloro che colgono l’importanza del contributo determinante di persone come la Wittgens. Vedi, se io avessi “parlato” nel mio post dei piedi di Chiara Ferragni avrei visto il contatore dei like trasformarsi in una piccola slot machine. Peccato! Ma purtroppo è così.

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  1. Personalmente non sono particolarmente interessato a raccogliere il consenso della maggioranza… infatti non faccio il politico di professione 🙂
    Mi piace dire quello che penso e, talvolta, rivendicare anche il diritto di pensare in modo “differente”. D’altronde la storia ci insegna che fu la maggioranza a mandare Gesù sulla croce decretando, di contro, la libertà di Barabba e, in tempi più recenti, un signore coi baffi di nome Adolfo fu spedito al potere, sempre col consenso della stragrande maggioranza dei suoi compatrioti.
    Detto questo, mi piace ciò che scrivi, perché lo fai con garbo e mi offri spesso utili spunti di riflessione, come in questo caso con l’articolo sulla Wittgens.
    Ciao e buona serata

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