Al polso, il fascino della Storia

Qualche tempo fa, parlammo di un epico orologio da polso: quello che segnò il tempo terrestre per gli eroi dell’Apollo 11, durante l’allunaggio del lontano 20 luglio 1969: l’Omega Speedmaster.

Ebbene, per chi, pensando ad un orologio da polso, non si accontenta di indossare una bella macchina, precisa, affascinante ed oltremodo affidabile, ma vuole di più, c’è un nome, che coniuga alta orologeria con la Storia: questo nome, ormai leggendario, è OFFICINE PANERAI.

L’Orologeria G. Panerai & C. è una società di orologeria con sede a Milano e specializzata nella produzione di orologi subacquei. Dal 1972 la denominazione di azienda è Officine Panerai.

La proprietà della società è passata nel 1997, alla holding finanziaria svizzera Richemont, ed ha portato la produzione da poche centinaia di pezzi annuali alle decine di migliaia attuali.

I possessori e appassionati di questa firma, di cui esistono Circoli in tutto il Globo, sono chiamati Paneristi.

Ma vediamo un po’ di storia.

La Casa venne fondata nel 1860 a Firenze, da Giovanni Panerai (1825-1897), che aprì sul Ponte delle Grazie una piccola attività di lavorazioni meccaniche di alta precisione e di orologeria.

Negli anni seguenti, con la scomparsa di Giovanni Panerai, il nipote Guido (1873-1934), prese in mano le redini dell’azienda. Dopo diversi traslochi si trasferì nella sede “storica” per eccellenza in Piazza S. Giovanni di fronte al Battistero, nel palazzo Arcivescovile. L’orologeria Svizzera (nome attribuito a Guido) diventa concessionaria delle più importanti marche svizzere di orologi, prima fra tutte Rolex con la quale si creò un rapporto esclusivo e privilegiato che aiutò a costruire i primi orologi Panerai. Guido Panerai, uomo ricco di inventiva e creativo di rango, frequentò l’accademia delle belle arti; era anche un pittore di talento, e costituì un’altra attività la “Guido Panerai officina meccanica”. Ebbe 2 figli. Maria e Giuseppe, con quest’ultimo nel 1925 aprì la Guido Panerai & Figlio con ragione sociale di commercio di utensili di precisione e forniture d’orologeria”.

Giuseppe era una persona geniale, un uomo appassionato del proprio lavoro, inventò e brevettò le più disparate cose, ma l’invenzione della “svolta” fu quella del Radiomir. Era un procedimento per rendere luminescenti quadranti di strumenti, congegni di mira e reticoli per cannocchiali. Il Radiomir attirò l’attenzione della Regia Marina verso questa azienda: celebri i traguardi autoluminosi dei MAS ed i sistemi di puntamento per cannoni. Negli anni seguenti le attività dell’azienda divennero totalmente condizionate dalle necessità della Regia Marina.

Nel 1936 il primo gruppo sommergibili della Regia Marina richiede alle officine Panerai un orologio da polso in grado di affrontare le immersioni in mare e che offra visibilità in acque profonde e non limpide, nacque l’orologio Radiomir. Vennero approntati ovviamente dei prototipi, con quadrante con indici a barretta e punti con varie tipologie di quadrante incluso quadrante d’ispirazione Rolex California Dial, ovvero la metà superiore con numeri romani e la metà inferiore con numeri arabi.

Poi, con il quadrante con cifre arabe ai punti cardinali e indici a barretta, in uno dei primi prototipi con quadrante composito in bachelite, fissato al fondo in ottone tramite 2 rivetti al centro del quadrante stesso.

Nel 1938 iniziarono le prime forniture alla Regia Marina. Il quadrante era a sandwich oppure detto anche modello Parigi (nome del suo inventore) cioè composto da due parti, la parte inferiore era uno “scatolino” che conteneva la miscela al radio (contenuta da un velo di plexi) e la parte superiore con i numeri e gli indici traforati. La cassa è in acciaio a forma di cuscino 47mm, con anse saldate a filo, corona a vite con inciso la corona Rolex.

Il vetro è una specie di plexi, chiamato Perspex di circa 4 mm di spessore. Questi orologi sono al polso, durante la seconda guerra mondiale, dei Marinai dei mezzi d’assalto della Xª Flottiglia MAS e del gruppo Gamma, sono parte dell’equipaggiamento individuale insieme a bussole e profondimetri, erano al polso di Luigi Durand de la Penne ed al suo secondo Emilio Bianchi, una delle 3 coppie di assaltatori della Xª MAS della Regia Marina che a bordo del Maiale (SLC Siluro a Lenta Corsa) nel dicembre del 1941 sferrarono un attacco alla marina britannica nel munito porto di Alessandria d’Egitto affondando le 2 navi ammiraglie della flotta Inglese nel Mediterraneo. Erano al polso della MOVM Luigi Ferraro mentre da solo nella primavera del 1943 affondava 4 navi al largo del porto di Alessandretta (Turchia). Erano al polso di Licio Visentini, altra Medaglia d’Oro della Xª MAS, mentre dal ventre della Nave Olterra usciva con il suo SLC all’attacco del porto di Gibilterra.

Nel dopoguerra la collaborazione tra la Panerai e la neonata Marina Militare Italiana continuò. Vennero richieste nuove forniture da affidare ai propri reparti speciali, oltre a orologi, bussole, profondimetri, torce e coltelli, tra cui il coltello Galeazzi costruito su specifiche del neonato Comsubin.

Tuttavia un elemento distintivo degli orologi Panerai non poteva più essere usato perché considerato nocivo, per la sua radioattività: il Radiomir. Venne così studiata una miscela a base di trizio che venne chiamata LUMINOR che sostituì anche la dicitura sui quadranti stessi. Il Luminor è l’orologio Panerai del dopoguerra, anche se ci saranno altre forniture con quadranti al Radiomir, casse con corona e movimento Rolex.

I quadranti di questo periodo potevano avere diverse diciture: Luminor Panerai, Marina Militare, oppure entrambe le diciture.

Nel 1997 Officine Panerai è stata acquisita dall’holding finanziaria svizzera Richemont, dal 2002 ha una propria Manifattura a Neuchâtel ove vengono prodotti i movimenti interni e gli orologi.

Negli anni duemila l’azienda ha costruito il suo primo movimento, mentre in passato aveva sempre utilizzato movimenti di altri marchi. Panerai oggi produce principalmente orologi che sono repliche stilistiche del Radiomir e del Luminor, con diverse variazioni nei colori e i materiali usati. Dal 1997, inoltre, fa uscire ogni anno degli orologi, a tiratura limitata, denominati Special Editions. Di questi orologi, Panerai produce intenzionalmente un numero di pezzi inferiore a quella che sarebbe la domanda del mercato. Il fine è quello di mantenere un’immagine di esclusività e giustificare prezzi elevati.

Anche se, quando si decide per l’acquisto di un Panerai, il prezzo è poco più che un… dettaglio.

by Roberto Pellegrini

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