Quando… stare al verde fa bene!

Se abitate in una grande città, divorata dai ritmi di vita frenetici delle metropoli, ormai assuefatti al problema delle polveri sottili, e ad ogni altro inquinante di sorta, sappiate che una vera e propria “via di fuga”, tutta “verde”, in grado di offrire Natura “pura” al cento per cento, potrebbe essere più a portata di mano di quanto possiate immaginare.

Ad esempio, a soli 20 km da Milano, nel territorio compreso nei Comuni di Vanzago, Pogliano Milanese ed Arluno, c’è l’incantevole “Riserva Naturale Bosco WWF di Vanzago”, appunto.

L’oasi naturalistica nasce da un lascito del commendatore Ulisse Cantoni, importante imprenditore locale, che volle che la sua riserva personale di caccia diventasse un’oasi faunistica del WWF dopo la sua morte (avvenuta nel 1977). Così avvenne e nel tempo la flora importata dalle zone boscose montane, più adatta per una riserva di caccia, si sostituì con la flora autoctona, ricreando un corretto habitat per le specie animali presenti nel bosco.

L’ambiente

Tipico ambiente planiziale, detto del “pianalto asciutto”. Dagli inizi del 1900 più ricco d’acqua per la presenza della rete irrigua del Canale Villoresi che deriva le sue acque dal fiume Ticino. I boschi sono il relitto dei grandi boschi di caccia dei Visconti e degli Sforza. Rilevante la presenza di specchi d’acqua di varia profondità (per un totale di 12 ettari). La campagna della fascia più esterna è ricca di prati stabili, di siepi, filari, fasce alberate.

Flora e Fauna

Nella Riserva sono presenti gran parte delle specie arboree dell’antico ambiente padano; in particolare i boschi sono formati da roveri secolari, farnie, olmi, aceri campestri, carpini bianchi, tigli, ciliegi selvatici e castagni. Splendido nelle stagioni della fioritura il sottobosco dove spicca per bellezza e intensità di profumo il mughetto e la pervinca.

Vicino agli specchi d’acqua si sviluppa la vegetazione palustre, soprattutto nel bacino Lago Nuovo, dal quale emerge un isolotto colonizzato dagli ontani, dai salici bianchi e da un fitto canneto. Il Lago Vecchio, invece, ha acque più ossigenate e ospita una fauna ittica più eterogenea (persici, lucci, tinche, cavedani). Sono presenti 123 specie di uccelli di cui 53 nidificanti. Durante l’inverno gli specchi d’acqua si popolano di cormorani, gallinelle d’acqua, alzavole, moriglioni, germani reali, aironi cenerini, nitticore e tuffetti. Nelle ultime stagioni fredde è comparso un visitatore d’eccezione per l’area padana: il grande Airone bianco. Nel bosco vivono, tra gli altri, il picchio verde e quello rosso, il rigogolo, l’allocco, il gufo comune, lo sparviero, l’astore.

Tra i mammiferi, la donnola, la faina, il tasso, il ghiro, la lepre europea e una buona popolazione di caprioli, il simbolo della riserva, ai quali vengono lasciati a disposizione uno dei quattro tagli di fieno dei campi coltivati con criteri rigorosamente biologici.

Strutture

Sono presenti tre nuclei di fabbricati: la Cascina Gabrina, la Corte Branchi, il Centro Visite; isolata la torretta d’osservazione del Roccolo.

Lungo il percorso di visita alcuni avvistamenti e tabelloni esplicativi.

Nell’area del Centro Visite vi è il Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.) e la Stazione Sperimentale Locale; il C.R.A.S. è abilitato ad accogliere mammiferi, uccelli, rettili ed anfibi.

Le visite all’interno della Riserva sono sempre guidate e si snodano lungo un agevole percorso percorribile anche dai portatori di handicap. Dal Centro Visite ci si sposta attraverso i boschi per raggiungere il primo (Lago Nuovo) ed secondo (Lago Vecchio) bacino d’acqua. Si fiancheggiano coltivi biologici, le arnie, i boschi del Roccolo e si rientra al punto di partenza. La durata del percorso è di circa due ore, tutto in piano.

All’interno del Bosco WWF di Vanzago, si svolgono numerose ed interessanti attività, che vanno dalle ricerche scientifiche, alle iniziative educative/didattiche, visite a tema, piano di gestione e conversione boschiva, agricoltura biologica con lavorazione, trasformazione e offerta dei prodotti al pubblico.

La Riserva Naturale, inoltre, gestisce direttamente circa 50 ettari di coltivi destinati ad agricoltura biologica; le produzioni sono segale, mais da polenta, mais zootecnico, riso, avena, foraggio e miele.

Ma come raggiungere questo incanto?

In automobile, percorrendo la strada statale del Sempione e dopo circa 20 km seguire le indicazioni “Vanzago” e, successivamente, “Bosco WWF di Vanzago”, oppure prendendo l’autostrada per Torino, uscendo al casello di Rho e seguendo le indicazioni “Vanzago”.

In bicicletta ed a piedi: utilizzando la ferrovia scendendo alla stazione del “Passante ferroviario” di Pregnana-Vanzago e pedalando/camminando, seguendo le indicazioni “Bosco WWF di Vanzago”.

Buon divertimento, allora!

E sia ben chiaro: tassativo respirare a… pieni polmoni!

by Roberto Pellegrini

Annunci

Un pensiero riguardo “Quando… stare al verde fa bene!

Rispondi a alessiaborghi Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...