…un nemico pericoloso

C’è una “forza” subdola, insidiosa, ostinata, in grado, se insistente, di mettere a dura prova (e persino, come vedremo, di sgretolare), anche le convinzioni più… “scontate”.

Questa “non-forza”, questa onda negativa è la maldicenza.

Potendo contare, quasi sempre, sul valido appoggio di un temibile alleato, l’invidia, la calunnia è un combattente di rango: conosce i nostri punti deboli, sa come colpirli; non ha fretta di raggiungere il proprio scopo, essendo abilissimo nel combattimento su lunghe distanze ed è un ottimo “incassatore”.

Unico punto debole: teme lo “sgambetto” del buon senso e la “presa” sicura della “profondità” dei rapporti interpersonali…

L’antica Favola Cinese, che vi propongo oggi, si ispira a queste brevi riflessioni…

“In Cina nel 5 secolo a.C. al tempo dei Regni combattenti coesistevano molti piccoli stati, spesso in guerra fra loro per controversie legate al territorio, il che portò ad una forte instabilità sociale. Proprio per questo il periodo venne in seguito chiamato dagli storici “dei Regni combattenti”.

Al tempo i due stati confinanti di Zhao e Wei avevano stretto un’alleanza. Per renderla più efficace i due stati decisero di scambiarsi degli ostaggi come garanzia, quindi il re di Wei mandò un figlio ad Handan, capitale di Zhao, in ostaggio. Per garantirne la sicurezza, il re di Wei decise di inviare al suo seguito il ministro Pang Cong.

Pang Cong era un abile ministro, tuttavia a corte alcuni burocrati gli erano contrari, per cui temendo che una volta lasciato il paese alcuni ne approfittassero per fargli del male, alla vigilia della partenza questi disse al re:

– Maestà, se qualcuno vi dicesse che per strada c’è una tigre, ci credereste? –

Il re rispose:

– No! Come potrebbe mai una tigre starsene per strada? –

Pang Cong chiese ancora:

– E se ve lo dicessero due persone insieme? –

Il re rispose:

– Con due persone, comincerei a crederci… –

Pang Cong lo incalzò:

– E se le persone diventassero tre? –

Dopo qualche esitazione, il re rispose:

– Se tutti dicessero così, non potrei che crederci… –

Nell’udire ciò, Pang Cong temette ancora di più e sospirando disse al re:

– Maestà, solo perché tre persone lo affermano, la tigre per strada diventa realtà!!! –

Il re di Wei, capito quanto voleva dire Pang Cong, annuì col capo dicendo:

– So cosa pensi, parti tranquillo! –

Pang Cong accompagnò allora il figlio del re ad Handan.

Poco doco la sua partenza, effettivamente molti cominciarono a sparlare di Pang Cong al re. All’inizio questo lo difendeva, dicendo che era un ministro capace ed onesto. Sfortunatamente, dopo i continui commenti malevoli dei suoi nemici, il re credette loro, quindi quando Pang Cong tornò in patria non volle più incontrarlo…”

a cura di Roberto Pellegrini

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