Lavoro… di squadra

Io non lo so.

Non so se una Poesia (come ogni altra forma d’Arte…), si “scriva” con il cuore, oppure con il cervello.

Probabilmente, come succede in amore (e la Poesia è sempre un “gesto” d’amore), in realtà potrebbe trattarsi di un abile “gioco” di sincrono: l’uno arriva dove non arriva l’altro e, nel contempo, funge da “guida” al… compagno.

Provo a metterla così, allora: la Poesia si “sente” con il cuore, ma si “cattura” con il cervello.

Oggi vi propongo un mio breve “pezzo”, con il prezioso commento di Mme3bien, che sarà incluso in una raccolta, attualmente in lavorazione.

Le Vert

Non conosco le strade
che sono state le tue strade,
e non conosco voli
che lascino un’ombra d’ali
lungo le spiagge del tempo;
ali che siano le nostre vite in fuga,
aggrappate al canto verde del vento,
o forse soltanto smarrite
lungo la verticale errante
che lega la terra ai sogni.

by Roberto Pellegrini

Ogni grande storia d’amore comincia con il dubbio, già, in fondo, poco sappiamo di colui o colei che ci sta di fronte; le persone che ci circondano sparano sentenze, noi ci sentiamo confusi e spesso dimentichiamo il valore dell’interrogarsi profondamente.

Tutto ebbe inizio da Socrate, poi arrivarono Cartesio, Kant, Sant’Agostino e Giacomo Leopardi: tutti attratti dall’arte del dubbio. Scriveva Leopardi nello Zibaldone: “Piccolissimo è quello spirito che non è capace o è difficile al dubbio“.

Così anche noi ritorniamo a dubitare, a farci domande per convincerci se stiamo o no facendo la scelta giusta, e, attraverso questo gesto di “forza” giungiamo alla conclusione che, se è vero che ogni cosa che esiste ha un nome, quello con il quale noi battezziamo questa emozione è: Amore.

Scriveva C.J. Jumg: “L’incontro di due persone è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una qualche reazione, entrambe si trasformano”, anche se Albert Einstein non sarebbe molto d’accordo, visto che una volta disse che spiegare quello che proviamo per una persona speciale usando termini relativi alla chimica dell’amore equivale a privare il tutto di magia.

Ma al di là della chimica e della magia, certo è che quando due anime riescono ad accarezzarsi si accendono emozioni inaspettate. Non esiste attrazione più grande di quella tra due menti che si incastrano e si scoprono oltre la pelle ed i sensi, rinascendo nell’altro senza smettere di essere se stessi.

Questo concetto è espresso nella lingua indigena atzeca, il nahuatl, attraverso una parola dal suono incantevole “apapachar”, e tutto prende vita non solo dal cuore, ma soprattutto nel cervello, dove: nella corteccia risiedono le risposte logiche ai nostri dubbi, ossia il timone di controllo; nella parte più limbica la magia dell’attrazione, del piacere che proviamo nel interfacciarci con l’altro/a…

e… all’improvviso il nostro universo sembra avere un senso, quello di Amare e di essere Amati.

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