Io mi fido, tu ti fidi?

Ricevo la telefonata (ormai non ci speravo quasi più…), di una libreria, presso la quale avevo ordinato un libro; mezz’oretta più tardi sono in coda alla cassa e dopo questo signore toccherà a me.

Solo che “questo signore” se ne inventa una, per rendermi più “gradevole” (e breve), l’attesa…: al momento di pagare, infatti, estrae dal portafoglio un biglietto da 50 e lo porge al cassiere; e fin qui, niente di strano. A sua volta il cassiere, secondo una consolidata (e, direi, sana), abitudine, inserisce, con un rapidissimo gesto, la banconota in quell’aggeggio che serve a verificarne l’autenticità. E anche qui, mi sentirei di dire: niente di strano.

“Strano” che, manco a dirlo, si fa sotto adesso…

L’aggeggio verificatore non emette alcun suono; tutto ok, quindi? Niente affatto: l’acquirente, infatti, dopo aver ricevuto due banconote da 20, come resto, si rivolge con aria sorniona al cassiere, che gliele ha appena consegnate:

– Già che c’è, può controllare anche queste due? –

Risata generale, alla quale non partecipa il cassiere:

– Ma come si permette, per chi mi ha preso? -, è la sua risposta.

– E lei, allora? Per chi mi ha preso, lei? -, è la pronta replica dell’acquirente, che adesso ha assunto un tono più scherzoso.

Il breve e pacato battibecco che segue (di cui si omettono i contenuti…), finisce per avvolgere il tutto in un’atmosfera vagamente felliniana, pur fornendo, però, validi (e forse ovvi), spunti di riflessione…

Il detto: “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, vale per tutti, e pur facendosi testimone di un triste (e datato), logorio dei rapporti interpersonali, non dovrebbe scandalizzare nessuno. Nemmeno quando, sul banco dei ”sospettati” dovessimo finire noi stessi, nostro malgrado. Proprio perché, senza abbandonarsi ad un inutile pessimismo, “Mala tempora currunt”… E già un bel pezzo, purtroppo.

Intanto, quel signore è andato via; il cassiere mi guarda:

– Ecco il suo libro. Sono 15 Euro… –

– Ehm… Posso pagare col Bancomat? -, rispondo.

Altra risata generale, alla quale, stavolta, si unisce anche il cassiere…

by Roberto Pellegrini

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