Non ti offrirò da bere

Avrà non più di vent’anni; la sento biascicare al citofono, mentre aspetto che un amico passi a prendermi in macchina. Sono quasi le 7:00 di sera.

– Ciao -, dice – ma sì sto bene (risata sguaiata) Ma come facevo a rifiutare? Mi offrivano da bere e io bevevo! (un’altra risata). –

Dall’altro capo del citofono nessuno risponde. Perlomeno, penso, la signorina ha avuto l’accortezza ed il buon senso di rotolare verso casa a piedi, piuttosto che in auto, mettendo a rischio la propria incolumità, quella altrui e quella della propria patente.

Le statistiche parlano chiaro: l’uso di alcol tra i giovani, da tempo è ormai sconfinato, assestandosi nell’abuso, con effetti devastanti, che non sono certo io a scoprire: è sufficiente ascoltare un TG, o leggere un quotidiano per rendersene conto.

La cosa è triste, prima che allarmante e non si tratta di volersi calare nel facile ruolo di Bacchettone Spara sentenze. Troppa gente ci lascia le penne, in strada, per colpa dell’abuso di alcol. E questo fa male, e fa male anche di più, quando le vittime sono ragazzi poco più che ventenni, come la signorina di cui sopra.

Un “abuso”, forse, è sempre una “fuga”, una fuga dal senso di vuoto e di precarietà esistenziale che nemmeno i social riescono a lenire. Like più, like meno… Ma come spesso succede, fuggire non è che una disperata e timida richiesta di aiuto… Che non dovremmo lasciare annegare in un bicchiere.

by Roberto Pellegrini

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