I fortuiti casi della vita

Simonetta Starrabba, designer di gioielli, come tutte le bimbe del mondo amava le favole, i giochi e soprattutto adorava scovare vecchi abiti nella soffitta di casa. Fu proprio lì che ebbe il primo incontro con ciò che sarebbe diventato vero amore: i bottoni. Forse lì per lì neppure se ne accorse, ma quell’incontro le avrebbe cambiato la vita.

Infatti, tempo dopo, in occasione di un viaggio di lavoro del marito a Losanna, dove lei lo accompagnò, per arginare la noia, portò con sé una scatola di bottoni e, nei tempi di attesa, cominciò per gioco ad assemblare questi piccoli oggetti colorati trasformandoli in veri e propri gioielli.

La passione per questo “gioco” la travolse e … un bijoux dopo l’altro … ne uscì una collezione, collezione che, in occasione di un viaggio con un’amica negli States, immediatamente vendette.

Oggi, i suoi manufatti vengono regolarmente esposti nelle mostre nazionali ed internazionali, sono richiestissimi, chi li vedi ne viene attratto e ne vuole uno da indossare.

Sostenuta dalla passione e dal favore del pubblico, la designer è all’instancabile ricerca di bottoni di ogni epoca, che con maestria poi trasforma in gioielli unici.

Per lei i bottoni non allacciano, non chiudono e non aprono, sono emozione, armonia di forme e colori, materiali che si attraggono, storie da raccontare, una sfida da vincere.

Racconta lei stessa: “L’idea di creare bijoux con vecchi bottoni è nata casualmente, stavo per accompagnare mio marito all’estero per un lungo viaggio di lavoro. Avevo paura di annoiarmi e, proprio per questo, mi sono portata dietro la scatola di bottoni trovata nell’armadio. La passione è nata così. Ho cominciato a vendere a New York alla fine degli ’80 da Linda Dresdner. Da allora mi devo svegliare prestissimo la mattina per comporre questa sinfonia di patacche strane. Ho bisogno di tanta luce che mi dà l’ispirazione, organizzo le collezioni seduta al mio tavolo dopo essere stata in giro per mercerie in mezzo mondo. È lì che cerco la materia prima: bottoni dismessi magari ancora cuciti sui golf consumati, polsini apparentemente vecchi, ma che invece hanno un’anima, un innato movimento dentro. La mia vita è un bottone”

Il suo intento è quello di trasmettere a chi osserva le sue creazioni la stessa emozione che questi piccoli ninnoli trasmetto al suo cuore: vecchi ricordi, sinfonie lontane, odori percepiti…

Così, nel suo studio romano, alla luce di una lampada, lei è sempre al lavoro circondata da colorati bottoni di ogni foggia e materiale, bottoni che trasformerà in piccole chicche da indossare per valorizzare anche un look semplicissimo.

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