Adele Bloch-Bauer: la Monna Lisa d’Austria

Adele Bloch-Bauer nacque a Vienna nel 1881, figlia di un imprenditore, crebbe quindi in un ambiente raffinato e sposò, giovanissima, Ferdinand Bloch, erede di un barone arricchitosi con l’industria dello zucchero, di diciassette anni più vecchio di lei.

Adele era una giovane donna bellissima, con occhi profondissimi ed una bocca sensuale, con un carattere malinconico accentuato dal fatto di non poter avere figli ed un’intelligenza vivacissima. Proprio questo la indusse ad apprendere da autodidatta alcune lingue straniere ed ad appassionarsi alla musica, alla filosofia ed alla pittura, ospitando spesso nel suo salotto, insieme al marito, intellettuali ed artisti contemporanei, fra questi Gustav Klimt.

Proprio a Klimt, il marito di Adele, commissionò un quadro a figura intera che la ritraesse. Il Maestro, intenditore di donne quale era, non si lasciò sfuggire la possibilità di trasformare la donna in una delle sue muse ispiratrici e la dipinse in più occasioni.

In prima battuta la dipinse su una tela quadrata (ca 140 cm x 140 cm), circondata da foglia d’oro con decori dal richiamo bizantino tanto cari al pittore, con un’espressione tale da guadagnarsi l’appellativo di Monna Lisa d’Austria e con un abito sul quale si susseguono occhi di Horus.

A questo ritratto ne seguì un altro dove Adele viene messa in risalto da uno sfondo rosso cupo ed è circondata da stoffe dai colori delicatissimi che enfatizzano il suo incarnato chiaro e delicato.

Ma Klimt non si fermò qui, il volto di Adele compare anche nel quadro della Giuditta e nel famosissimo Bacio.

I due primi ritratti vennero acquistati entrambi dal Signor Bloch, insieme ad altre opere di Klimt ed entrarono a far parte della collezione di opere d’arte e di antiquariato della famiglia Bloch.

Adele morì giovanissima di meningite ed espresse il desiderio che le opere di Klimt venissero donate alla Galleria del Belvedere, non ci fu il tempo perchè, nel 1938, le opere vennero trafugate dai nazisti. Quando Ferninad Bloch, rifugiatosi in Svizzera, morì, nel suo testamento si lesse la volontà di donare tutti i suoi beni ai suoi eredi, ovviamente compresi i beni sottrattigli dai nazisti.

Quando negli anni novanta fu approvata la legge che prevedeva la restituzione delle opere d’arte trafugate, Maria Altman, nipote di Bloch, trasferitasi in America per sfuggire alle persecuzioni, iniziò una vera e propria battaglia legale che finì davanti alla Corte Suprema americana per tornare in possesso dei beni a lei destinati per volere dello zio.

Anche la tela con il ritratto di Adele lasciò per sempre Vienna – che la salutò tappezzando la città di manifesti con la scritta: “Ciao Adele” – diretta negli States per tornare alla sua legittima proprietaria.

Oggi è possibile ammirarla presso la Neue Galerie di New York dove è conservata sotto una teca di vetro.

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