Che “critico” sei?

È una critica ingiusta; è facile criticare; bisogna saper accettare le critiche: sono solo alcune delle innumerevoli espressioni, che fanno “perno” sul concetto di “critica”.

È innegabile che vi sia, nel criticare, un “gusto” tutto particolare; un gusto al quale, al di là di facili ipocrisie, più o meno tutti ci siamo abbandonati, qualche volta.

Sembra una legge matematica (e forse lo è davvero…): ogni volta che qualcuno “fa qualcosa”, ecco mettersi in moto la macchina criticatutto.

La differenza tra una critica costruttiva e una critica malevole? La prima è quella che voi fate agli altri. La seconda è quella che gli altri fanno a voi.

Frank Walsh

Chi “fa”, in effetti, sa bene che potrà trovarsi a dover affrontare anche la critica e senza che questo debba costituire un freno inibitore (ci mancherebbe altro), certamente, al contrario, può rappresentare uno stimolo ulteriore, alla guida del nostro impegno.

Di primo acchito, distingueremmo almeno due “specie” di critica.

La prima: la critica “inutile”. Quella ipocrita, maligna; solitamente ordita alle spalle di qualcuno, con l’unico intento (mai dichiarato), di sminuirne l’operato, o l’immagine, agli occhi degli altri, per le ragioni più disparate (tutt’altro che nobili…): invidia, rancori personali, gelosie varie.

Parente stretto (e, ovviamente, “scomodo”), del pettegolezzo più becero, questa specie di critica si “nutre”, spesso, dell’assoluta infondatezza (o nella esagerazione), delle proprie ragioni, nel solo intento di “ferire” qualcuno, ma teme, come la neve il Sole, il buon senso e la serenità di giudizio di chi ascolta.

La seconda: la critica “fattiva”. Quella leale, aperta, sincera; espressa vis à vis con il vero scopo di contribuire ad ulteriori miglioramenti, a vantaggio del… destinatario.

Criticare apertamente qualcuno, con l’intenzione di fargli notare un errore, ad esempio, richiede sempre “coraggio” e voglia di “esporsi”, che si giustificano appieno, però, in un rapporto di stima reale, con la persona “oggetto” di queste… attenzioni.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa piacere così come sei! Quindi vivi, fai quello che ti dice il cuore, la vita è come un’opera di teatro, ma non ha prove iniziali: canta, balla, ridi e vivi intensamente ogni giorno della tua vita prima che l’opera finisca priva di applausi.

Charlie Chaplin

Il più delle volte “tagliente”, spesso anche inaspettata, a tratti “spietata”, se accolta con saggia umiltà (e, perché no, con un pizzico di ironia), questo tipo di critica sa assumere i toni decisi della più disinteressata collaborazione, rivelandosi quindi, a conti fatti, estremamente preziosa.

by Roberto Pellegrini

Annunci

2 pensieri riguardo “Che “critico” sei?

  1. Eh già la critica, anche se chi fa dice apertamente: fatemi sapere cosa ne pensate…in fondo fa un pò male… Non che uno si creda perfetto ci mancherebbe, solo che nel nostro io non vorremmo mai essere criticati. L’unica cosa che mi sento di dire è che ci sono diversi tipi di critica in base a chi la fa e a chi la riceve. Mi spiego: io accetterei una critica e la definirei costruttiva se chi me la fa è obiettivamente e indiscutibilmente “davanti” a me, quindi si volta e dall’alto dell’esperienza mi dice cosa ho sbagliato, o dove posso migliorare. Se invece a parlare è qualcuno che normalmente è peggio di me, o neanche sa di che cosa si sta parlando, allora la critica fa male…! Bel argomento di discussione! Grazie!

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...