Il Giardino di Boboli: un Museo a cielo aperto

Chiamarlo giardino è decisamente riduttivo, perché in realtà questi giardini sono molto di più, sono un vero museo che cinge un altro museo, ossia Palazzo Pitti. Il suo modello originale fu di ispirazione per la realizzazione di altri giardini reali, fra i quali Versailles.

Il luogo fu acquistato nel 1418 da Luca Pitti con l’intenzione di costruire un Palazzo, appunto Palazzo Pitti, che vide la luce ben 40 anni dopo.

In seguito, i Medici, divenuti proprietari del Palazzo, affidarono la realizzazione dei giardini a Niccolò Tribolo, che a causa della sua morte prematura non portò a termine il lavoro, che fu finito da Bartolomeo Ammannati.

Forse non tutti sanno che la pietra forte utilizzata per costruire Palazzo Pitti fu presa proprio da questi giardini, ancora oggi è ben visibile la conca che si era venuta a creare.

All’interno dei giardini troviamo l’anfiteatro, inaugurato nel 1637 ed un prezioso obelisco egizio con ai suoi piedi un’enorme vasca di granito grigio di epoca romana.

Il giardino viene irrigato attraverso le acque contenute nel Bacino di Nettuno, realizzato nel 1777, dentro il quale troviamo la Fontana del Nettuno, ribattezzata dai fiorentini “burloni”; Fontana della forchetta.

I Giardini di Boboli comprendono altresì il Giardino del Cavaliere, costruito su una parte dei bastioni, dove si trova la fontana detta delle scimmie. In quest’area si trova il Casino del Cavaliere oggi sede del Museo delle Porcellane.

Degna sicuramente di attenzione è la Grotta del Buontalenti, costruita fra il 1583 e il 1593. Un vero e proprio capolavoro di architettura e scultura. L’ambiente interno è interamente decorato con stalattiti, spugne e statue.

Gli elementi della natura sembrano prendere vita e uscire dalle pareti, così come i famosi Prigioni di Michelangelo, in origine qui collocati prima di essere spostati alla Galleria dell’Accademia.

Le stanze della grotta sono tre e comprendono decori con conchiglie e spugne e opere come la Venere che esce dal bagno di Giambologna.

Lo stile bizzarro del posto è completato dagli affreschi e dai giochi d’acqua.

La scultura più curiosa dei giardini è probabilmente il Bacchino con l’omonima fontana, che raffigura l’obeso nano Morgante.

Nei prossimo futuro in questi bellissimi giardini prenderanno il via una serie di visite guidate tenute da tecnici giardinieri alla scoperta delle fioriture .

Sabato 25 maggio si osserveranno le rose antiche che nel Giardino di Boboli sono ben 156 varietà, fra le quali: la rosa bengalensis, le banksiae alba e lutea e l’ alba incarnata – quest’ultima ritratta in alcuni dipinti di Sandro Botticelli. 

Sabato 6 luglio sarà il turno delle piante acquatiche: cinquanta diverse specie di ninfee; una collezione che risale all’Ottocento grazie al grande botanico Filippo Parlatore.

Infine il 27 luglio tour dedicato agli agrumi medicei: qui infatti sono custodite più di 500 piante di agrumi in vaso. La collezione di agrumi venne avviata dallo stesso Cosimo I nel Cinquecento. Troviamo oltre sessanta varietà, tra cui la celebre Bizzarria, uno “scherzo della natura”, come venne definita dai botanici del tempo, risalente alla metà del Seicento, che unisce le caratteristiche di limone, arancia amara e cedro. E ancora il Pomo d’Adamo, che secondo la tradizione veniva offerto dai ragazzi in pegno d’amore alle fanciulle.

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