…sulla spiaggia della Normandia

Quartier Generale Supremo

delle forze di spedizione alleate

Soldati, marinai e avieri delle forze di spedizione alleate!

State per imbarcarvi nella Grande Crociata, la missione per cui abbiamo lavorato in in questi mesi. Gli occhi del mondo sono puntati su di voi. Le speranze e le preghiere di chi ama e desidera la libertà marciano con voi. Insieme ai nostri coraggiosi alleati e ai nostri commilitoni su altri fronti, portere a termine la distruzione della macchina da guerra tedesca, l’eliminazione della tirannia nazista sui popoli oppressi d’Europa e garantirete alla nostra gente un mondo libero.

La vostra missione non sarà facile. Il nemico è ben addestrato, ben equipaggiato e agguerrito. Combatterà selvaggiamente.

Ma siamo nell’anno 1944! Molte cose sono accadute dai trionfi nazisti del 1940-41. Le Nazioni Unite hanno inflitto ai tedeschi grandi sconfitte in battaglia, uomo contro uomo. La nostra offensiva aerea ha ridotto sensibilmente la forza aerea nemica e la loro capacità di ingaggiare combattimenti a terra. I nostri fronti interni ci hanno garantito una netta superiorità nelle scorte di armi e di munizioni, e hanno messo a nostra disposizione grandi riserve di soldati addestrati. La marea è cambiata! Gli uomini liberi di tutto il mondo stanno marciando insieme verso la Vittoria!

Ho completa fiducia nel vostro coraggio, nella vostra devozione agli ordini e nelle vostre capacità in combattimento. L’unico risultato accettabile è la vittoria su tutta la linea!

Buona fortuna! E che la benedizione di Dio Onnipotente sia con noi durante questa grande e nobile missione.

Dwight Eisenhower

Il Generale D. Eisenhower (che in seguito diventerà Presidente degli Stati Uniti), alla vigilia della partenza per le coste della Normandia, nel giugno del 1944, inviò questa lettera a tutti i soldati coinvolti nell’Operazione Neptune: un colossale sbarco, mai tentato prima nella storia militare.

Nelle sue memorie, lo stesso Generale, che si recò a far visita ai “suoi ragazzi”, ammassati sulle coste a Sud dell’Inghilterra, raccontò di quanto fosse penoso guardare negli occhi quei giovani ed entusiasti soldati, ben sapendo che molti di loro, di lì a poche ore, sarebbero morti sulle spiagge della Normandia.

Ricorre oggi il 75° anniversario dello Sbarco in Normandia, noto a tutti come “D-DAY”.

Lo sbarco in Normandia (nome in codice operazione Neptune, parte marittima della più ampia operazione Overlord) fu una delle più grandi invasioni anfibie della storia, messa in atto dalle forze alleate durante la seconda guerra mondiale per aprire un secondo fronte in Europa, dirigersi verso la Germania nazista e allo stesso tempo alleggerire il fronte orientale, sul quale da tre anni l’Armata Rossa stava sostenendo un aspro confronto contro i tedeschi. L’invasione iniziò nelle prime ore di martedì 6 giugno 1944 (data conosciuta come D-Day in inglese e Jour-J in francese), quando toccarono terra nella penisola del Cotentin e nella zona di Caen le truppe alleate aviotrasportate, che aprirono la strada alle forze terrestri. All’alba del 6 giugno, precedute da un imponente bombardamento aeronavale, le fanterie sbarcarono su cinque spiagge.

Esse si trovavano all’interno di una fascia lunga circa ottanta chilometri sulle coste della Normandia: nel settore statunitense dell’invasione, tre divisioni di fanteria presero terra alle ore 06:30 sulle spiagge denominate Utah e Omaha, mentre nel settore anglo-canadese, un’ora più tardi, altre tre divisioni sbarcarono in altrettante spiagge denominate Sword, Juno e Gold. Le truppe che toccarono queste spiagge subirono la reazione nemica, che in diversi settori (soprattutto a Omaha e Juno) fu molto pesante e causò gravi perdite. Dopo essersi attestati sulle spiagge e aver violato le difese del cosiddetto Vallo Atlantico durante lo stesso D-Day, gli uomini sarebbero dovuti avanzare per dirigersi il più velocemente possibile verso obiettivi situati più in profondità (le cittadine di Carentan, Saint-Lô e Bayeux) per rafforzare la testa di ponte e minacciare le vie di rinforzo nemiche.

Successivamente avrebbe preso il via la campagna terrestre di Overlord, conosciuta come battaglia di Normandia, in cui le armate alleate avrebbero avuto lo scopo di rafforzare ed espandere la testa di ponte nella Francia occupata, conquistare i principali porti nord-occidentali della Francia e spingersi verso l’interno fino a liberare Parigi. Da qui le forze alleate avrebbero quindi continuato la loro avanzata per spingere i tedeschi oltre la Senna, minacciando direttamente il territorio tedesco in concomitanza con l’avanzata sovietica ad est, e concorrere all’invasione della Germania e alla distruzione del Terzo Reich.

by Roberto Pellegrini

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