Cappucci: lo stilista che predilige le mostre ai defilè

Roberto Cappucci: un nome… una leggenda, con alle spalle più di settant’anni di attività nell’ambito dell’alta moda, considerato, a titolo, uno dei protagonisti italiani ed internazionali della sfera della moda per la sua creatività e capacità innovativa.

Un grande Maestro, un vero Artista!

Cappucci è nato a Roma nel 1930, dopo una formazione artistica, si impiega presso Emilio Schuberth dove impara l’arte della creazione di moda, nel 1950 fonda la sua casa di moda raccogliendo da subito l’ammirazione dei giornalisti e dei buyer.

A soli 26 anni è stato definito da Christian Dior “il miglior creatore della moda italiana”, per via dell’originalità delle sue opere e solo due anni dopo ha vinto il cosi detto “Oscar della Moda” per l’Italia.

Roberto Cappucci lavora fuori dagli schemi e trasforma le donne in vere e proprie sculture di tessuto, traendo ispirazione dalla musica, dalla natura, dall’arte.

Le sue creazioni sono vere sculture, straordinarie architetture in tessuto da indossare, sempre stupefacenti e innovative. Impossibile non riconoscere e ammirare i suoi inconfondibili taffetas di seta plissettati, declinati in mille forme e colori spettacolari e insieme raffinatissimi.

Nel 1962 ha aperto un atelier a Parigi dove ha sperimentato nuovi materiali e dove si è lasciato contagiare dalla op art creando la Linea Optical. La sua avventura parigina è durata solo sei anni perché Cappucci ha deciso di rientrare in Italia e di dedicarsi solo al suo atelier romano, dove in piena autonomia ha trasformato ogni sua creazione in scultura discostandosi dal mercato della moda perché sempre più convinto che il suo modo di lavorare non poteva adeguarsi al sistema della moda stessa. Tanto che, nel 1980 si è dimesso dalla Camera Nazionale dell’Alta Moda e ha deciso di creare una collezione all’anno e di presentarla in una città diversa ogni volta. A questo punto non si può più parlare di defilè, ma di vere e proprie mostre d’arte personali.

I suoi abiti hanno sempre destato ammirazione e discussione per la libertà creativa delle forme, per la sperimentazione tecnica, per l’uso sapiente di materiali inediti. Scendevano dalle passerelle ed entravano nei musei e nelle istituzioni d’arte più importanti, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma alla Schauspielhaus di Berlino, da Palazzo Strozzi a Firenze al Kunsthistorisches Museum di Vienna, fino alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1995.

In questa occasione per la prima volta le creazioni di un sarto sono entrate a far parte del sacro mondo dell’arte; Roberto Cappucci presentò dodici incredibili “Architetture in tessuto” ispirate al mondo dei minerali, vere e proprie opere d’arte.

Come opera d’arte è Oceano, un suo capolavoro, presentato all’Expo di Lisbona nel 1998 e divenuto nel tempo un vero e proprio simbolo della manifestazione dal titolo: “Oceani, un’eredità per il futuro”. L’intento era quello di responsabilizzare le generazioni alla salvaguardia dei mari.

L’abito è composto da circa duemila piccole strisce di tessuto plissettato a vapore cotto in microfornaci in 27 sfumature di blu e azzurro, successivamente da assemblare alle strisce blu profondo fino ad arrivare al trasparente.

L’eleganza è seduzione, fascino, mistero. Non apparenza.

Roberto Cappucci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...