Luglio 1969-2019: la Luna è più vicina

Neil Armostrong, Michael Collins, Buzz Aldrin: astronauti. Prima ancora di sbarcare sulla Luna, questi tre eroi (più o meno uomini qualunque, almeno fino a quell’incredibile notte del 20 luglio 1969), erano già “sbarcati” nella Storia. E, questo, già solo per il fatto di essere stati scelti (e quindi addestrati), tra una nutrita rosa di candidati, per formare l’equipaggio dell’Apollo 11.

Dopo quel celeberrimo primo, “piccolo passo” sul nostro satellite, che diede la certezza al mondo intero che non stavamo sognando ad occhi aperti: sulla Luna, ci eravamo arrivati davvero, sbarcarono nella leggenda. Dove resteranno per sempre.

Sono passati esattamente Cinquant’anni (e, quasi, non ce ne siamo accorti…), da quella coraggiosa impresa…

Il 25 maggio 1961, Il Presidente degli Stati Uniti, John F. Kennedysi si rivolse al Congresso degli Stati Uniti su “Urgenti necessità nazionali” e dichiarò:

Credo che questa nazione si debba impegnare a raggiungere l’obiettivo, prima che finisca questo decennio, di far atterrare un uomo sulla Luna e di farlo tornare sano e salvo sulla Terra. Nessun progetto spaziale di questo periodo sarà più impressionante per il genere umano, o più importante per l’esplorazione spaziale a lungo raggio; e nessuno sarà così difficile e dispendioso da compiere. Proponiamo di accelerare lo sviluppo del veicolo lunare appropriato. Proponiamo di sviluppare alternativamente dei booster con carburante solido e liquido, molto pù grandi di quelli attualmente in sviluppo, finché non sarà certo qual è il migliore. Proponiamo fondi aggiuntivi per lo sviluppo di altri motori e per esplorazioni senza equipaggio che sono particolarmente importanti per uno scopo che questa nazione non trascurerà mai: la sopravvivenza dell’uomo che per primo farà questo audace volo. Ma in un certo senso, non sarà solo un uomo ad andare sulla Luna—se esprimiamo questo giudizio favorevolmente, sarà un’intera nazione. Perché ciascuno di noi dovrà lavorare per portarlo là.”

Ebbene, lo sforzo di far atterrare un uomo sulla Luna aveva già un nome: Programma Apollo.

Apollo 11 fu la missione spaziale che portò i primi uomini a “camminare” sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin, il 20 luglio 1969 alle 20:17:40 UTC.

Armstrong fu il primo a mettere piede sul suolo lunare, sei ore più tardi dell’allunaggio, il 21 luglio alle ore 02:56 UTC.

Aldrin arrivò 19 minuti dopo. I due trascorsero circa due ore e un quarto al di fuori della navicella, e raccolsero 21,5 kg di materiale lunare che riportarono a Terra.

Il terzo membro della missione, Michael Collins (pilota del modulo di comando), rimase in orbita lunare mentre gli altri due erano sulla superficie; dopo 21,5 ore dall’allunaggio, gli astronauti si riunirono e Collins pilotò il modulo di comando Columbia nella traiettoria di ritorno sulla Terra. La missione terminò il 24 luglio, con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico.

Lanciata da un razzo Saturn V dal Kennedy Space Center, il 16 luglio alle 13:32 UTC, Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del programma Apollo della NASA. La navicella spaziale Apollo era costituita da tre parti: un Modulo di Comando (CM) che ospitava i tre astronauti ed è l’unica parte rientrata a Terra, un modulo di servizio (SM), che forniva il modulo di comando di propulsione, energia elettrica, ossigeno e acqua, e un Modulo Lunare (LM). La navicella entrò in orbita lunare dopo circa tre giorni di viaggio e, una volta raggiunta, gli astronauti Armstrong e Aldrin si spostarono sul modulo lunare Eagle con cui discesero nel Mare della Tranquillità. Dopo aver messo piede sulla Luna e aver effettuato la prima passeggiata lunare della storia, gli astronauti utilizzarono lo stadio di ascesa di Eagle per lasciare la superficie e ricongiungersi a Collins sul modulo di comando. Sganciarono, quindi, Eagle prima di effettuare le manovre che li avrebbero portati fuori dall’orbita lunare verso una traiettoria in direzione della Terra ove ammararono nell’Oceano Pacifico il 24 luglio dopo più di otto giorni nello spazio.

La prima passeggiata lunare fu trasmessa in diretta televisiva per un pubblico mondiale e fu un’emozione indimenticabile, ad ogni latitudine.

Nel mettere il primo piede sulla superficie della Luna Armstrong commentò l’evento come “un piccolo passo per [un] uomo, un salto da gigante per l’umanità”.

Apollo 11 concluse la corsa allo spazio intrapresa dagli Stati Uniti e dall’Unione Sovietica nello scenario più ampio della guerra fredda, realizzando, come abbiamo visto, un vero e proprio obiettivo nazionale.

by Roberto Pellegrini

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