Con l’abisso nel cuore

Cosa ci attira del mare?

La sua vastità? La sua incontenibile irrequietezza, che lo fa “respirare”, come una creatura viva?

Il suo carattere ribelle ed imprevedibile?

Il suo colore cangiante, che poi è quello del cielo, che ci dà, per un attimo, l’illusione di volare, quando ci abbandoniamo nel suo abbraccio?

Forse.

Ma è probabile che, in verità, ciò che veramente ci rapisce e, al contempo, ci spaventa del mare sia il suo indecifrabile abisso.

Questo ci affascina del mare (in quello che resta l’essenza pura del fascino: un sapiente equilibrio tra attrazione verso qualcosa e timore della stessa): essere consapevoli che non riusciremo mai a carpire i segreti custoditi nelle sue profondità azzurre, pur essendo irrefrenabilmente sospinti ad “indagarne”, curiosi, le soglie.

Il rischio è noto: esplorare l’abisso può risultare pericoloso, talvolta fatale…

Ma è nella nostra natura, sospingerci fino al “limite”, per poi scavalcarne il confine, alla ricerca di un “quid”, che ci faccia sentire completi, appagati, unici; in una parola: Uomini.

Così accade nell’amore…: siamo come enigmatici “abissi” gli uni per gli altri; custodiamo veri e propri “tesori” e (perché no…), inevitabili difetti, nel profondo del nostro cuore, che soltanto una persona (tra le tante che incontreremo….), saprà considerare ed apprezzare appieno, dopo aver avuto la costanza e l’abilità di andarli a cercare…

by Roberto Pellegrini

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2 pensieri riguardo “Con l’abisso nel cuore

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