Tra le calli di Venezia, non lontano da Rialto, si trova il Ramo di Tiziano, dove un tempo il famoso pittore viveva. Proprio qui ha sede l’azienda Mario Berta Battiloro, oggi gestita dal genero Marino Menegazzo, ultimo battiloro artigianale italiano.

Il signor Marino racconta che: “Nel ‘700, a Venezia lavoravano più di 300 artigiani battiloro, ognuno specializzato in una fase specifica della produzione. Un mestiere che veniva considerato un’arte minore e che, in quanto tale, riservava onori e privilegi a questi maestri artigiani, a cominciare dalla possibilità di sposare le nobili veneziane”.

L’azienda che ora gestisce con la moglie e le due figlie nacque nel 1926, quando il suocero decise di ridare vita ad un mestiere ormai scomparso a Venezia, mestiere antichissimo tanto che si hanno testimonianze che risalgono alla civiltà egizia.

Le mani di un battiloro trasformano l’oro in sottilissime lamine di materiale preziosissimo, leggere come un velo di cellulosa, che vengono poi utilizzate per le decorazioni, l’alimentazione e la cosmesi, sfruttando le innumerevoli qualità benefiche di questo prezioso metallo.

La sequenza di attività che trasforma la materia prima in fogli sottilissimi di pochi micron, ha inizio con la fase di Fusione. Questa operazione consente di portare allo stato liquido il metallo, eliminandone tutte le impurità per farlo poi solidificare nella caratteristica forma a lingotto.

Tale trasformazione sterica del materiale è propedeutica alla successiva attività di Laminatura, che lo assottiglia trasformandolo in una lamina dalla quale verranno ricavati i singoli quadrati di materia prima che verranno usati nella fase di Riempitura per essere impilati uno sull’altro, separati da apposite carte, per essere poi sottoposti alla prima Battitura.

Le foglie semilavorate così ottenute, tagliate in quattro parti e riposizionate una sull’altra, vengono successivamente sottoposte ad una seconda Battitura manuale che le porta allo spessore finale desiderato.

Da ultimo la fase di Taglio e Confezionamento in cui gli abili professionisti maneggiano con estrema precisione le foglie sottilissime così ottenute per conferirgli la forma richiesta e posizionarle infine nelle apposite custodie.

Le foglie d’oro di questa azienda, per mano delle due nipoti del fondatore, hanno dorato la Madonnina del Duomo di Milano, l’Angelo sul campanile di San Marco a Venezia e la Corona e la Croce della Madonna del Santuario di Lourdes.

Si può certo dire che in questo laboratorio è tutto oro quello che luccica.

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