Muse e modelle: non confondiamole

Abbiamo recente affrontato l’argomento da diversi punti di vista (link 1link 2) e vale sicuramente la pena approfondire ancor meglio.

Come ben diceva Germaine Greer; “Una musa è tutto meno che una semplice modella: è la parte femminile dell’artista maschio, con la quale egli deve avere rapporti, se desidera concepire un nuovo lavoro. E’ l’anima del suo animus, lo yin del suo yang, tranne che per il fatto che è lei, la musa, a penetrare il suo artista, in una completa inversione dei ruoli di genere, ed è lui, l’artista, a portare avanti la gestazione, a partorire il suo lavoro, dall’utero della mente”.

Nell’antichità le Muse erano divinità minori che appartenevano al dio Apollo. Erano nove sorelle, giovani e bellissime, figlie di Zeus e di Mnemosine, (che in greco significa memoria), nate ai piedi dell’Olimpo, amavano suonare, cantare e danzare per il dio Apollo, ognuna con le proprie particolarità.

Da sempre invocate dai poeti come ispiratrici delle loro opere, le muse ispiratrici hanno agito sulla mente degli artisti che hanno, grazie a loro, potuto esprimere la loro arte nella forma più alta. Immaginate l’Iliade senza Elena, la Divina Commedia senza Beatrice, i Promessi Sposi senza Lucia…

Come nell’arte dello scrivere, così nell’arte del dipingere, le donne si sono spesso trasformate in muse ispiratrici: Margherita Luti (la fornarina) per Raffaello, la moglie Lucrezia per Andrea del Sarto, la madre per Andrea Boccioni, a seguire Adele Bloch Bauer per Klimt, Camille Claudel per Rodin, Alice Prin – detta la Reine de Montparnasse – per Man Ray, Elena Ivanovna Diakonova – conosciuta come Gala – che prima ispirò il poeta Paul Eluard e poi Salvador Dalí…

Un paragrafo a parte per Pablo Picasso che in tutto il suo percorso artistico ebbe donne che caratterizzarono la sua produzione: la madre, le sorelle, le sue grandi passioni amorose (fulminee, plateali, a volte dolorose). Picasso ebbe nella sua vita una serie di mogli ed amanti che ritroviamo tutte nelle sue opere d’arte.

Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo

William Shakespeare
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