Camille Claudel: l’amore che…

…influenzò l’arte di Auguste Rodin. Ma era vero amore?

Questo è quanto si legge in una lettera inviata dal manicomio da Camille al fratello Paul: “(…) sono 17 anni che Rodin e i mercanti di oggetti d’arte mi hanno spedita a far penitenza nei manicomi. Dopo essersi impossessati dell’opera di tutta la mia vita… Il mio povero atelier, qualche povero mobile, qualche utensile che mi ero forgiata io stessa, la mia povera piccola casa eccitavano ancora la loro cupidigia! – L’immaginazione, il sentimento, il nuovo, l’imprevisto che nasce da uno spirito evoluto, tutto questo era loro precluso, a quelle teste murate, a quei cervelli ottusi, eternamente chiusi alla luce, per cui avevano bisogno che qualcuno gliela donasse. E lo ammettevano: “Ci serviamo di una pazza per trovare i nostri soggetti”. C’è forse qualcuno che nutre almeno un po’ di riconoscenza per chi lo ha nutrito, che sa dare qualche risarcimento a colei che hanno depredata del suo genio? No! Un manicomio! È lo sfruttamento della donna, l’annientamento dell’artista a cui si vuol fare sudare sangue”.

Ma chi era Camille Claudel?

Camille nacque nel 1864 a Fère-en-Tardenois (Francia) in una famiglia benestante; sin da bambina manifestò particolare interesse nel modellare l’argilla e per questo, nonostante il parere contrario della madre, il padre la iscrisse all’Accademia Colarossi di Parigi, dove, tramite un suo insegnante, conobbe Auguste Rodin, del quale divenne subito l’amante.

Rodin immediatamente riconobbe la genialità artistica di Camille ed aveva talmente tanta fiducia nelle capacità di lei da affidarle la realizzazione di mani e piedi dei suoi soggetti scultorei. Le loro arti si influenzarono vicendevolmente, questo è innegabile, ma il loro rapporto fu pieno di ombre: da un lato il carattere di Camille che spesso manifestava squilibri e dall’altro la moglie dello scultore che ovviamente non gradiva.

Nonostante tutto, Auguste e Camille andarono a vivere insieme in una villa che diventerà anche il luogo dove videro la luce le loro migliori creazioni.

Nel 1891 Camille portò a termine La Valse, scultura in bronzo ispirata alla breve passione con il musicista Debussy – Camille sperava così di ingelosire Rodin e di spingerlo a lasciare la moglie, ma così non fu ed un anno dopo, Camile mise fine alla relazione con Rodin, oramai certa che avrebbe sempre rivestito il ruolo dell’amante.

Dopo la rottura con l’artista Camille si dedicò al suo capolavoro l’Age mûr, ma, sei anni dopo, per lei si aprono le porte del manicomio a causa di squilibri mentali che la spingevano persino a distruggere le sue opere e dove rimarrà per trent’anni, alternando momenti di triste lucidità a momenti di pazzia, in tutto questo periodo non scolpirà e non disegnerà più.

Tutta la sua produzione è stata caratterizzata dalla padronanza del movimento ed il soggetto della sua arte furono gli uomini, forse a manifestare il suo forte legame con il padre ed il fratello ed il netto contrasto con la madre. Una delle sue opere: il Buste de Rodin, oggi conservato al Musée Rodin fa emergere proprio la sensazione di abbandono della scultrice nella figura matura, a tratti paterna.

Chissà se tutto ciò si può definire amore?…

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