Misteri e Scienza

La recente notizia dell’assegnazione del Nobel per la fisica a Michel Mayor e a Didier Queloz, che nel 1995 hanno scoperto un pianeta al di fuori del nostro Sistema Solare (esopianeta), in orbita, come la nostra amata Terra, attorno a una stella simile al sole, ci induce nuovamente a sospettare che, in realtà, dell’Universo che ci ospita si sappia veramente poco. Probabilmente, con l’evolversi delle tecnologie e delle metodologie d’indagine, non saranno poche le sorprese che ci attendono, nello studio dell’Universo, appunto.

L’Universo: abisso inesplorato, avvolto dal nulla e dal silenzio, fascino senza confini, sinonimo di mistero…

E in effetti, di misteri lo Spazio ne nasconde parecchi; uno di questi sono i cosiddetti “Buchi Neri”.

In astrofisica un buco nero è un corpo celeste con un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire né la materia, né la radiazione elettromagnetica, ovvero una regione dello spaziotempo avente una curvatura sufficientemente grande, relativisticamente parlando, che nulla al suo interno può uscire all’esterno, nemmeno la luce. La velocità di fuga da un buco nero risulta superiore alla velocità della luce, ma poiché la velocità della luce è un limite insuperabile, nessuna particella di materia o radiazione può allontanarsi da quella regione.

In un tale corpo la gravità domina su qualsiasi altra forza, sicché si verifica un collasso gravitazionale che tende a concentrare lo spaziotempo in un punto di singolarità di curvatura infinita e di “volume nullo”; per l’oggetto massiccio al centro della regione, che dà luogo al campo gravitazionale, è teorizzato uno stato della materia definito singolarità, cioè con caratteristiche sconosciute ed estranee alle leggi della meccanica che descrivono il comportamento della materia nell’universo a noi noto, e ipotizzando che il valore della sua densità tenda all’infinito. Attorno al buco nero è presente l’orizzonte degli eventi, la superficie sferica chiusa – geometrica e puramente immaginaria – contenente l’oggetto massiccio, e che delimita la regione dello spazio nella quale si hanno tali condizioni “senza ritorno” ovvero la regione dalla quale classicamente non può uscire alcun segnale: questa superficie (dove la velocità di fuga eguaglia la velocità della luce) può essere attraversata da materia o radiazione che cada verso il buco nero, ma non nel senso opposto.

Un corpo celeste con questa proprietà non può essere osservato direttamente. La sua presenza potrebbe essere rilevata solo indirettamente, rilevando i suoi effetti sulla materia circostante, come le interazioni gravitazionali con altri corpi celesti, o gli effetti sulla materia che vi precipita, o il fenomeno della lente gravitazionale. L’esistenza di buchi neri è oggi attestata, e sono stati individuati oggetti di questo tipo con masse molto variabili, da un minimo di 5 masse solari, fino a buchi neri rilevabili su scala galattica con massa pari a miliardi di masse solari. Sono state raccolte numerose osservazioni astrofisiche interpretabili (anche se non univocamente) come indicazioni dell’effettiva esistenza di buchi neri nell’universo in fenomeni diversi, come le galassie attive o le binarie X.

by Roberto Pellegrini

4 pensieri su “Misteri e Scienza

  1. In quanto all’universo io ho elaborato una mia teoria. Se immaginiamo il nostro Universo come ad un piatto posto sopra a un tavolo e guardiamo lo spazio vuoto del tavolo, immaginiamo quanti altri piatti potrebbero stare sopra alla tavola, quelli sarebbero Altrettanti Universi che noi ancora non conosciamo. Spingendoci con la fantasia oltre, lo spazio sopra e sotto al tavolo potrebbe essere di tutt’altra materia collante che comprime o che espande.. Meris Viganò grazie per L’attenzione

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  2. Ho appena letto l’articolo. Ho semplicemente digitato “astrofisica” e ho l’ho trovato. Sono molto interessata alla teoria dei buchi neri e sono sempre più convinta che la mia strada sia quella di astrofisica, anche se non ne sono molto sicura. Io vado ancora al liceo e pensavo che durante la cogestione quest’anno potrei tenere una lezione a riguardo, dopo essermi documentata a sufficienza. Adoro Margherita Hack e sono sempre rimasta affascinata dalla sfera celeste. La mia costellazione preferita è quella delle Pleiadi. So che non centra ahahah.
    Comunque continuerò a seguirti. Attendo un tuo nuovo post!

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  3. Sì, quella dei buchi neri è una teoria estremamente intrigante, lo penso anch’io, probabilmente perchè c’è ancora molto da scoprire e, soprattutto, da capire. La sfera celeste affascina chiunque, forse perchè essa rappresenta, in fondo, il mistero che ci “sovrasta” e, in qualche modo, ci “contiene”…
    Ti ringrazio e augurissimi per i tuoi studi.

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