Il Loden: una vera star fra storia, aneddoti e curiosità

Il loden è un tessuto ricco di tradizione, il tessuto delle genti di montagna: uno spesso panno di lana che protegge da pioggia e neve nei lunghi inverni delle valli.

In Val Pusteria, più precisamente nella cittadina di Brunico, tutto ebbe inizio nel 1894, quando Josef Beikircher inizio per primo a produrre robusti capi in loden per cacciatori e contadini; solo due anni dopo entrò in azienda l’imprenditore Josef Moessmer e poco più tardi ne divenne l’unico padrone.

Il tessuto prodotto in lana al 100% si rivelò ideale per i lavori all’aperto: riparava dalla pioggia, era traspirante e le fibre di lana garantivano una confortevole temperatura corporea.

Tutto questo incuriosì persino l’Imperatore Francesco Giuseppe che provò un capo in loden in una battuta di caccia, se ne innamorò e trasformò Moessmer fornitore ufficiale della corte asburgica.

Oggi i grandi nomi della moda, come Armani, Prada, Gucci, Ferragamo, Luis Vuitton … si contendono l’approvvigionamento di questa star tra i tessuti.

Luis Vuiton “fece venire il mal di testa” all’Amministratore Delegato di Moessmer richiedendo pezze di loden color ghiaccio. Ohibo!! “Di quale ghiaccio stiamo parlando? Di quello dei ghiacciai, di una montagna gelata o di un lago ghiacciato?” Ovviamente Luis Vuiton venne accontentato e ghiaccio fu.

Clienti di questo calibro sono alquanto complicati da gestire, sempre Luis Vuiton si fece preparare lo stesso loden in tantissimi colori e modelli e alla fine scelse la prima versione; tutto questo per depistare i concorrenti in caso di fuga di notizie prima della sfilata.

Prada fece ancor peggio, fece l’ordine il 25 dicembre (tenete condo che per fare un loden ci vogliono dalle otto alle dieci settimane e che durante le feste natalizie i dipendenti stavano in ferie) e quando l’Amministratore Delegato fece notare che realizzare un loden in così poco tempo ed in quelle condizione sarebbe costato un patrimonio, Miuccia Prada rispose: “Io ho chiesto di prepararmi un loden, non ho chiesto quanto costa”… ed anche questa volta tutto fu pronto per tempo.

Ma come nasce un loden griffato Moessmer? Tutto comincia nel deposito della lana, un capannone situato accanto all’area da 50.000 metri quadri che ospita la fabbrica. La candida massa lanosa, che somiglia tanto all’ovatta e odora di pecora, viene tirata fuori da enormi sacchi di plastica sui quali sono applicate le etichette che ne indicano la provenienza: alpaca del Perù, mohair del Sudafrica, cachemire della Nuova Zelanda e così via, fino a settanta tipi diversi.

Uscita dal capannone, la lana attraversa il cortile e arriva in tintoria dove entra nelle caldaie di tintura allo stato grezzo e ne esce sotto forma di nuvole di lana di colore blu, rosso o giallo.  

Nel capannone successivo si trova la carderia, dove un macchinario pettina la lana colorata trasformandola in un vello morbido e quasi trasparente che viene tagliato in filamenti; questi finiscono poi nel filatoio e sottoposti ad energiche torsioni che li rendono resistenti e omogenei. 

Una volta concluso il processo di lavorazione, i filati vengono avvolti in grandi rocche che vengono accatastate nel magazzino dei filati: qui è un tripudio di colori che vanno dal rosso lampone al giallo curry, dall’azzurro cielo al lillà scuro. In un filato tweed mélange si possono contare fino a 6 colori, e un singolo filo emana bagliori blu, gialli, rossi e verdi. 

Infine si passa al reparto tessitura dove ventiquattro telai vengono impostati da giovani donne che dopo aver preso visione del modello da filare ed aver ben controllato le trame del telaio azionano il telaio che comincia a sferragliare.

Il risultato si materializza dall’altra parte del telaio sotto forma di lunghi scampoli di stoffa: tinte unite, motivi a quadri rossi su sfondo blu scuro, tweed verdi con riflessi gialli, tessuti a scacchi bianco-neri… 

Ma non è finita, a questo punto il loden è ancora grezzo: per ammorbidirlo viene trattato con il vapore per tirare su i filamenti che poi vengono, a scelta, rasati o stirati. 

Ci siamo… finalmente il loden è pronto per passare nelle mani dei designer e… salire in passerella.

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